La responsabilità amministrativa e penale del professionista in relazione all’emissione di fatture false

prendendo punto da una recente sentenza di Cassazione analizziamo quali possono essere le responsabilità penali del professionista (in particolare del commercialista) se un’azienda cliente è parte attiva in un’operazione di fatture false

Aspetti generali

Le prestazioni tipiche dei professionisti, anche in veste di intermediari in ambito fiscale, si associano a specifici profili di responsabilità sanzionatoria amministrativa e penale.

Nel diritto civile, la responsabilità del professionista intellettuale ha natura contrattuale, in quanto trova la sua fonte fondamentale nel contratto concluso con il cliente a norma degli artt. 2230 e ss. c.c., che lo vincola all’obbligazione assunta e ai principi di diligenza e correttezza di cui agli artt. 1176 e ss. del codice. Le obbligazioni del professionista intellettuale costituiscono un tipico esempio di obbligazioni di mezzi, richiedendogli di impegnare le sue capacità per la realizzazione di un obiettivo che tuttavia non può essere certo di conseguire.

Sotto il profilo penale esistono, come verrà chiarito più avanti, ipotesi specifiche di responsabilità sia diretta che indiretta, a titolo di concorso nel reato commesso dai clienti cui il professionista / consulente presta la propria opera intellettuale.

In particolare, la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 17418/2016, ha precisato che è configurabile il concorso nel reato di emissione di fatture false (art. 8, D.Lgs. n. 74/2000) da parte del professionista che suggerisca a propri clienti di utilizzare tali documenti per consentire a terzi di abbattere il carico fiscale. L’ipotesi “concorsuale” si verifica quindi in capo a coloro che, pur essendo estranei alla società emittente, abbiano partecipato alla creazione del meccanismo fraudolento fondato, appunto, sull’utilizzo delle fatture “false”.

La responsabilità penale del professionista

I professionisti che operano per conto delle imprese possono essere soggetti a vario titolo a responsabilità di tipo penale (in materia societaria, fallimentare, tributaria): da un lato, essi possono essere coinvolti in reati propri (come sindaci o componenti di altri organi societari); dall’altro, possono concorrere nel reato commesso dai propri clienti.

Il professionista può essere chiamato a rispondere, in particolare, di un reato tributario sia a titolo di dolo diretto, se lo stesso ha dato intenzionalmente un qualsiasi contributo causale materiale o morale alla realizzazione del fatto delittuoso del cliente, agevolandone la condotta o determinandone o rafforzandone la volontà con un proprio comportamento cosciente e volontario, sia a titolo di dolo eventuale, se si è rappresentato in concreto la possibile realizzazione del fatto criminoso, e ciò nonostante ha ugualmente agito prestando il proprio contributo.

In determinate ipotesi, il professionista – consulente può aver consentito al proprio cliente di attuare una frode attraverso società “cartiere”, procurando fatture inesistenti per poi dedurre i relativi costi fittizi. In tale contesto, oltre a concorrere nel reato del contribuente, il professionista può anche essere chiamato a rispondere di associazione per delinquere (art. 416, c.p.).

Un grosso rischio sussiste anche, per il professionista, in relazione al delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11, D.Lgs. n. 74/2000): al riguardo, è stato riscontrato che anche comportamenti in sé apparentemente leciti (come ad esempio la costituzione di un fondo patrimoniale) possono rivelarsi idonei a consentire la sottrazione fraudolenta, se nei confronti del contribuente è stata già avviata una procedura di recupero a tassazione di imposte evase.

Il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ricorre quando il contribuente pone in essere stratagemmi artificiosi al fine di sottrarre, in tutto o in parte, le sue garanzie patrimoniali alla riscossione coattiva del debito tributario.

Le attività del professionista sono soggette a vari rischi di tipo penale, sia in funzione di “certificatore” per le attività di rilascio del visto di conformità, sia come soggetto concorrente in reati tributari nel caso di emissione o utilizzazione di…

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