Dichiarazione IVA 2018: i primi dubbi

Da una prima lettura del modello Dichiarazione IVA 2018 in scadenza il 30/4/2018 (presentabile dal 1 febbraio) appare che non vi siano particolari modifiche.

Fra tutte quelle segnalate alle prime pagine delle istruzioni emerge la necessità di definire il raccordo informativo delle liquidazioni periodiche, già oggetto per il primo anno nel 2017, di comunicazione precedenti il modello annuale.

Ciò premesso il quadro VH che storicamente raccoglie la sintesi delle liquidazioni mensili e trimestrali, assume un significato modificato. Esso infatti non necessita di alcuna compilazione qualora le liquidazioni periodiche fossero corrette e concordanti con i dati annuali del modello.

Qualora, invece, anche una sola delle liquidazioni già trasmesse dovesse risultare diversa, le istruzioni recitano:

Attenzione

il quadro VH, da quest’anno, deve essere compilato esclusivamente qualora si intenda inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA (cfr. risoluzione n. 104/E del 28 luglio 2017). In tal caso, vanno indicati tutti i dati richiesti, compresi quelli non oggetto di invio, integrazione o correzione. Nell’ipotesi particolare in cui l’invio, l’integrazione o la correzione comporti la compilazione senza dati del presente quadro (ad esempio, il risultato delle liquidazioni è pari a zero) occorre comunque barrare la casella “VH” posta in calce al quadro VL nel riquadro “Quadri compilati”. Qualora i dati omessi, incompleti o errati non rientrino tra quelli da indicare nel presente quadro, questo non va compilato

Pertanto sarà necessario predisporre l’intero quadro H con tutte le liquidazione anche se una sola fra esse dovesse risultare diversa da quanto precedentemente trasmesso, fermo restando il rinvio alla risoluzione 104/e che dettaglia le modalità del ravvedimento operoso collegato“.

IL QUADRO VL

Di assoluto rilevo appare la diversa impostazione del quadro VL che determina il risultato finale ai righi VL38 (iva dovuta) e VL39 (iva credito).

Fino al modello IVA2017 il rigo VL29 prevedeva questo:

Rigo VL29, campo 1, indicare il totale dei versamenti periodici, compresi l’acconto IVA (vedi in Appendice) e gli interessi trimestrali, nonché l’imposta versata a seguito di ravvedimento di cui all’articolo 13 del d.lgs. n. 472 del 1997, relativi al 2016. Si precisa che l’ammontare complessivo dei versamenti periodici risulta dalla somma dei dati IVA riportati nella colonna “Importi a debito versati” della “Sezione erario” dei modelli di pagamento F24, anche se non effettivamente versati a seguito di compensazione con crediti relativi ad altri tributi (o anche ad IVA), contributi e premi, per i quali siano stati utilizzati i codici tributo

Pertanto il credito o debito di fine anno 2016 – modello IVA2017 risultava algebricamente calcolato nei righi VL38 o VL39 in funzione di quanto effettivamente versato.

Tanto premesso nel modello IVA2018 l’equivalente informazione del rigo VL29 (modello2017) è riconducibile al rigo VL30 il cui riferimento non è più “ammontare versamenti effettuati” bensì “Ammontare iva periodica”

Rigo VL30, indicare:

  • nel campo 2, l’ammontare complessivo dell’IVA periodica dovuta; tale importo corrisponde alla somma degli importi dell’IVA indicati nella colonna 1 del rigo VP14 del modello di comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA relative al 2017 (senza considerare gli importi già indicati nella colonna 1 del rigo VP14 ma non versati in quanto non superiori a 25,82 euro). A tale ammontare va sommato anche l’importo dell’acconto dovuto indicato nel rigo VP13 del predetto modello. In caso di comunicazioni periodiche omesse o errate, indicare gli importi inseriti nel quadro VH. Il presente campo non va compilato da parte delle società che hanno partecipato alla procedura di liquidazione IVA di gruppo per l’intero anno. In caso, invece, di partecipazione per…
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