La corte di Cassazione torna a parlare di deleghe e cassa la delega in bianco

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 26 maggio 2017

la delega in bianco ad un funzionario è nulla in quanto non rende possibile verificare agevolmente da parte del contribuente se il delegatario abbia il potere di sottoscrivere l'atto impugnato. Ricordiamo che il Fisco, per legge, deve necessariamente indicare il nominativo del delegato, pena la nullità dell'atto

Processo_TributarioLa Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 12960 del 23.05.2017, è tornata sul tema della legittimità della delega a favore dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate, già incaricati di funzioni dirigenziali.

Nel caso di specie l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio n. 1039/02/2016, depositata in data 24/02/2016, con la quale (in controversia concernente l'impugnazione di un avviso di accertamento emesso per maggiori IRES, IRAP ed IVA dovute in relazione all'anno d'imposta 2006, a seguito di disconoscimento di costi correlati a fatture emesse da una terza impresa in quanto riferite, secondo l'Ufficio, ad operazioni inesistenti) era stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente.

In particolare, i giudici d'appello, nell'accogliere il gravame della contribuente, hanno dichiarato nullo l'atto impositivo in quanto sottoscritto da funzionario della carriera direttiva non specificamente delegato dal Direttore, avendo l'Agenzia delle Entrate prodotto, a fronte della contestazione mossa dalla contribuente, un atto di delega non nominativo ovvero "in bianco".

L’Amministrazione ricorrente lamentava dunque la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 42 DPR 600/1973, 21-septies, 21-octies e 21-nonies L. 241/1990, non essendo la specificazione del nome del delegato un requisito richiesto a pena di invalidità della delega di firma, e coincidendo, nella specie, il delegato con la persona fisica che ricopriva il ruolo di responsabile dell'articolazione interna al momento della sottoscrizione dell'atto impugnato.

La censura, secondo la Corte, era infondata,

Evidenziano infatti i giudici di legittimità come la stessa Corte (Cass.22803/2015) ha già precisato che "in tema di accertamento tributario, la delega di firma o di funzioni di cui all'art. 42 del D.P.R. n. 600 del 1.973 deve necessariamente indicare il nom