La trappola della rottamazione: il destino oscuro di chi non riuscirà a pagare

L’istanza di adesione alla definizione dei carichi affidati per il pagamento all’agente della riscossione (Equitalia), può costituire una trappola per il debitore, il quale, in caso di mancato pagamento delle somme rideterminate in diminuzione, per applicazione dell’agevolazione, non solo non potrà fruire dei benefici di tale riduzione (e questo appare plausibile), ma tutto il carico oggetto di istanza non potrà più essere rateizzato mediante applicazione dei collaudati strumenti messi a disposizione dall’Equitalia (mi riferisco alla rateazione in 72/120 rate prorogabili di cui all’articolo 19 del DPR 602/73).
L’ultima circolare dell’agenzia delle Entrate, n. 2/E/2017, sembra essere stata l’occasione persa per fornire, in modo organico e completo, i chiarimenti necessari riconducibili alla delicata situazione che si può creare al debitore che avendo presentato l’istanza di definizione poi non riesce ad adempiere correttamente a quanto richiesto dall’Equitalia.
Circostanza non proprio remota se si considera il termine ridotto per effettuare il pagamento di quanto dovuto per effetto dell’istanza di rottamazione.
Tuttavia, la preclusione alla rateazione dei carichi oggetto di istanza di rottamazione, nel caso di non corretto pagamento delle somme dovute, non opera sempre.
Appare quindi opportuno esaminare i vari casi per i quali la presentazione dell’istanza di rottamazione non preclude la rateazione ai sensi dell’articolo 19 del DPR 602/73 in caso di non corretto pagamento delle somme dovute.

SINTESI DELLE NORME IN MATERIA DI ROTTAMAZIONE

1 – L’istanza per la definizione deve essere presentata entro il termine del 31 marzo 2017, fatta salva la probabile proroga al 21 aprile su cui il governo sta lavorando;

2 – A seguito della presentazione dell’istanza, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di definizione; inoltre e con riferimento ai carichi definibili, l’agente della riscossione non può avviare nuove azioni esecutive o cautelari (fermi e ipoteche) fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti e le azioni esecutive in fase avanzata;

3 – A seguito della presentazione dell’istanza sono sospesi, per i carichi oggetto della domanda di definizione, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute (luglio 2017), gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere (alla data di presentazione dell’istanza), relativamente alle rate di tali dilazioni aventi scadenza successiva al 31 dicembre 2016 e comunque aventi scadenza successiva alla data di presentazione dell’istanza di definizione se questa è effettuata dopo il 31 dicembre 2016 (si tratta di aspetto non bene chiarito dall’amministrazione ma che si deduce dal co. 5 dell’art. 6 del DL 193/2016);

4 – Entro il 31 maggio (fatta salva la probabile proroga) Equitalia comunica gli importi dovuti per effetto della rottamazione;

5 – Il debitore deve effettuare il pagamento di quanto dovuto in un’unica soluzione entro il mese di luglio o in 5 rate a rate a decorrere dal mese di luglio 2017;

6 – In caso di non corretto pagamento delle somme dovute per effetto dell’istanza di definizione, la rottamazione non si perfeziona e il concessionario, ai sensi del co. 4, prosegue le attività di recupero del debito originario (al netto di quanto versato), debito originario che non può più essere rateizzato ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/73, fatte salve le deroghe a tale regola che si esaminano nel presente articolo.

LA TRAPPOLA DELLE ROTTAMAZIONE
Il comma 4 dell’articolo 6 del DL 193/2016 prevede che in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero anche di una rata in caso di dilazione, la definizione non si perfeziona. In tal caso l’agente della riscossione prosegue le attività recupero del debito originario, al netto di quanto …

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