Decreto milleproroghe: le novità in materia di lavoro

Premessa.

Il 23 febbraio la Camera dei Deputati ha approvato, a titolo definitivo, senza apportare modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini, proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative, il c.d. “Mille Proroghe”.
L’esame parlamentare si è caratterizzato dall’approvazione, in prima lettura, da parte del Senato, del c.d. “Maxi Emendamento” del Governo; quindi l’approvazione, senza apportare modifiche, da parte della Camera dei Deputati, anche i considerazione del residuo tempo a disposizione per la conversione del decreto-legge (scadenza il 28 febbraio).
Nel testo emergono diversi interessanti interventi in materia di “lavoro”, ci si riferisce in particolare alle seguenti disposizioni:
articolo 3, comma 1 – Ulteriore integrazione salariale straordinaria in deroga;
articolo 3, comma 2-bis – Integrazione salariale per i lavoratori dipendenti da partiti e movimenti politici;
articolo 3, comma 3-bis – Obbligo di comunicazione in caso di infortuni sul lavoro;
articolo 3, comma 3-ter – Misure in materia di disabili;
articolo 3, comma 3-quater – Proroga in materia di libro unico del lavoro;
articolo 3, comma 3-novies – Regime speciale per lavoratori rimpatriati;
articolo 3, commi 3-sexies-3-octies – Rivalutazione delle pensioni e prosecuzione della DIS-COLL;
articolo 4, comma 3 – Proroga dei contratti dei ricercatori universitari a tempo determinato;
articolo 9, comma 3 – Proroga in materia di servizi pubblici non di linea.
Esaminiamone il contenuto.

Articolo 3, comma 1 – Ulteriore integrazione salariale straordinaria in deroga.

L’articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo n. 148 del 2015 prevede la possibilità di concessione di un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi, alle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa.
La disposizione approvata estende, nel limite massimo di spesa di 117 milioni di euro, l’erogazione dell’intervento di integrazione salariale straordinaria all’anno 2017.

Articolo 3, comma 2-bis – Integrazione salariale per i lavoratori dipendenti da partiti e movimenti politici.

La norma, introdotta durante l’esame in Senato, prevede che il trattamento straordinario di integrazione salariale, di cui all’articolo 16, comma 1, del decreto-legge n. 149 del 2013 possa essere ulteriormente concesso, alle medesime condizioni a suo tempo stabilite.
Art. 16 – Estensione ai partiti e ai movimenti politici delle disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e relativi obblighi contributivi nonché in materia di contratti di solidarietà:
“1. A decorrere dal 1º gennaio 2014, ai partiti e ai movimenti politici iscritti nel registro nazionale di cui all’articolo 4, comma 2, e alle loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali sono estese, nel limite di spesa di cui al comma 2 del presente articolo, le disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e i relativi obblighi contributivi, nonché la disciplina in materia di contratti di solidarietà di cui al decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863.”.

Articolo 3, comma 3-bis – Obbligo di comunicazione in caso di infortuni sul lavoro.

L’articolo 18, comma 1, lettera r), del decreto legislativo n. 81 del 2008, prevede l’obbligo di invio telematico da parte del datore di lavoro all’INAIL ed all’IPSEMA, ovvero per il loro tramite al sistema nazionale informativo, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, dei dati ed informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportano l’assenza del lavoratore; per assenze pari ad almeno un giorno per finalità statistiche, ovvero tre per fini assicurativi (escluso quello dell’…

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