I crediti forborne: la volta buona per il giusto presidio del rischio di credito?

Informazione Bancaria e Riciclaggio Commercialista TelematicoL’European Banking Authority (EBA), l’organo preposto dal 2011 a sorvegliare il sistema bancario europeo, avrà modo (terremoti politici a parte) nel corso di questo anno e di quelli a venire di verificare se le nuove misure introdotte a livello di crediti non performing hanno saputo rispondere alle situazioni di crisi (a livello finanziario), di incertezza (a livello di mercati) e di sviluppo (a livello creditizio).

Il focus dell’Autorità Bancaria Europea si è sviluppato, per provare a rispondere a tali scenari, su due diversi binari paralleli:

  • la gestione del credito deteriorato (tristemente noto come “non-performing”);
  • la gestione di strumenti di concessione (coniando il neologismo, per i più, di forbearance).

I tradizionali crediti ristrutturati e gli incagli oggettivi (oggettivi…secondo quali criteri?) vengono ricompresi nella nuova categoria delle inadempienze probabili che si va a collocare, a pieno titolo, in una zona intermedia ricompresa tra le sofferenze (le posizioni che le banche considerano insolventi, in modo permanente) e le esposizioni scadute e sconfinanti deteriorate per oltre 90 giorni.

 

Il credito forborne, d’altro canto, identifica una situazioni di crisi (quindi limitata nel tempo rispetto all’insolvenza) del debitore.

La modifica delle condizioni contrattuali (o un rifinanziamento, totale o parziale che sia) di un credito concesso dalla banca concretizzano automaticamente la condizione di credito forborne con le relative conseguenze a livello di accantonamenti prudenziali che gli istituti di credito sono chiamati a porre in essere (ogni euro accantonato per rettifiche di valore sui crediti – voce 130 del conto economico – comporta una diminuzione dell’utile, con buona pace… degli azionisti).

Proponiamo una definizione pratica: i crediti forborne sono crediti (in bonis o deteriorati) oggetto di concessioni (forbearance) da parte della banca. Le misure di forbearance costituiscono delle modifiche alle originarie condizioni contrattuali della linea di credito che la banca concede all’impresa cliente. Per esempio la banca può concedere al cliente una riduzione del tasso di interesse del finanziamento oppure può disporre un allungamento della durata del finanziamento.

 

La valutazione dello stato di difficoltà finanziaria (forborne: se il cliente non fosse stato in difficoltà la banca non lo avrebbe ulteriormente finanziato) viene determinato:

  • da una presunzione assoluta (ritornano i criteri oggettivi…),
  • da una presunzione relativa (la valutazione è figlia di un iter valutativo più o meno definito).

La categoria delle presunzioni assolute annovera tra le sue voci le moratorie poste in essere dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) o dal Ministero delle Finanze (MEF), il piano famiglie, la rinegoziazione dei finanziamenti agrari ed il concordato preventivo (art. 182-bis della Legge Fallimentare).

Le presunzioni relative, d’altro canto, richiedono una verifica dello stato di difficoltà finanziaria del debitore attraverso l’esame delle anomalie restituite dalle diverse procedure informatiche delle banche sia a livello di singolo rapporto del cliente (dati economici e patrimoniali) o di gruppo concesso a livello economico/giuridico che attraverso l’utilizzo di banche dati informatiche quali la Centrale Rischi e gli archivi pubblici delle conservatorie e dei tribunali.

 

La normativa sui forborne sta conducendo a un ulteriore passaggio culturale nella relazione tra gli imprenditori, gli istituti di credito ed i propri consulenti.

Il plusvalore dei professionisti che assistono l’imprenditore si concretizzerà sempre più nella capacità di analizzare informazioni e banche dati per relazionarsi con quegli istituti di credito che vorranno concedere, credendo nell’impresa “del buon credito” evitando il rischio di dover rifinanziare posizioni in difficoltà con i relativi (e pesanti) accantonamenti previsti…

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