Il tasso d'interesse applicato in fase di riscossione: tentativi di razionalizzazione

Il Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 159, pubblicato sulla G.U. n. 233 del 7 ottobre 2015, meglio conosciuto come la “Riforma della riscossione”, prevede all’art. 13, la razionalizzazione degli interessi per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo; è introdotta una complessiva revisione della misura dei tassi degli interessi.
Il tasso di interesse viene determinato preferibilmente in una misura unica, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, compresa nell’intervallo tra lo 0,5% e il 4,5%, determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
Prima dell’emanazione del suddetto decreto si applicavano le disposizioni di cui alle norme primarie e secondarie vigenti per gli interessi di mora e si applicava il tasso individuato annualmente con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Si disponeva infine che la misura del tasso di interesse poteva essere rideterminata annualmente con decreto Ministro dell’economia e delle finanze.
La cartella di pagamento
Si ricorda brevemente che nella cartella di pagamento (ora nell’accertamento esecutivo) viene indicato l’importo totale da saldare e gli enti che ne hanno fatto richiesta tramite l’agente della riscossione. Poi è indicato il dettaglio dei singoli tributi non pagati, gli interessi, le sanzioni, l’aggio e le altre spese.
Se il pagamento avviene oltre termini di scadenza indicati nella cartella/avviso, all’importo si aggiungeranno:

ulteriori interessi di mora e sanzioni, previsti dalla legge e versati interamente agli enti creditori;

un aggio interamente a carico del contribuente e pari all’8 per cento dell’importo dovuto (per i ruoli emessi fino al 31 dicembre 2012, l’aggio è pari al 9 per cento);

eventuali spese per le azioni cautelari/esecutive (ipoteche, fermi, pignoramenti).

Gli interessi di mora sono oneri aggiuntivi, previsti dalla legge, che si applicano alle somme da pagare in caso di scadenza dei termini previsti. Quindi, gli interessi di mora decorsi inutilmente 60 giorni dalla notifica della cartella/avviso, si applicano giornalmente sulle somme richieste, a partire dalla data della notifica e fino alla data del pagamento.
L’agente della riscossione riversa interamente gli interessi di mora all’ente creditore. A partire dai ruoli consegnati dal 13 luglio 2011, gli interessi di mora non sono più calcolati sulle sanzioni pecuniarie tributarie e sugli altri interessi.

Le nuove disposizioni
E’ disposto, con il comma 1, dell’articolo in commento, che il tasso di interesse per il versamento, la riscossione e i rimborsi di ogni tributo, anche in ipotesi diverse da quelle previste dall’articolo 13, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, è determinato possibilmente in una misura unica, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, compresa nell’intervallo tra lo 0,5 per cento e il 4,5 per cento, determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
Il richiamato articolo 13, del D.L. 557/1993, aveva, infatti, fissato univocamente la misura degli interessi per la riscossione o per il rimborso di imposte per le seguenti ipotesi:

mancato o ritardato versamento diretto (articolo 9, del D.P.R. n. 602 del 1973);

ritardata iscrizione a ruolo (articolo 21, del D.P.R. n. 602 del 1973);

dilazione del pagamento (articolo 22, del D.P.R. n. 602 del 1973);

sospensione amministrativa della riscossione (articolo 39, del D.P.R. n. 602 del 1973);

ritardato rimborso di imposte pagate (articolo 44, del D.P.R. n. 602 del 1973).

Inoltre, il comma 2, dell’articolo 13 aveva chiarito le misure dovute per la riscossione delle imposte indirette e in materia di imposta sul valore aggiunto.
Ai sensi del comma 2, dell’articolo in commento, si affida a un decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo, la misura e la …

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