Il credito di imposta sui redditi all’estero e tassazione frontalieri

Premessa
Il credito per redditi prodotti all’estero rappresenta il rimedio alla doppia imposizione internazionale adottato nel nostro ordinamento ed è disciplinato dall’art. 165 del TUIR, applicabile a tutti i soggetti Irpef e Ires.La Circolare n. 9/E dell’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul funzionamento del foreign tax credit illustrando i presupposti di applicabilità ed il meccanismo di calcolo, nonché le disposizioni specifiche dettate per le imprese.
I presupposti di applicabilità del credito per le imposte estere, previsti dall’art. 165comma 1 del TUIR sono:

La produzione del reddito estero

Il concorso di tale reddito alla formazione del reddito complessivo in Italia;

Il pagamento di imposte estere a titolo definitivo.

Credito di imposta per redditi prodotti all’estero: problema di doppia imposizione
Per evitare problemi di doppia imposizione per redditi prodotti da cittadini italiani all’estero, il nostro sistema fiscale prevede l’applicazione di un credito di imposta che consente di recuperare le imposte pagate all’estero. La produzione di redditi all’estero può generare problemi di doppia imposizione scaturenti dalla sovrapposizione delle pretese impositive in due differenti Stati:

Quello in cui il reddito si è generato (Stato della fonte);

Quello nel quale è posta la residenza fiscale del soggetto percettore del reddito (Stato della residenza)

Il sistema del credito di imposta sorge proprio per rispondere al problema della doppia tassazione internazionale di uno stesso reddito, in due Stati diversi, ognuno dei quali è in grado di esercitare sul soggetto percettore la propria potestà impositiva in base al principio di territorialità ( Stato della fonte) o sulla base del c.d. “world wide principe” (Stato della residenza).
In particolare le persone fisiche fiscalmente residenti in Italia sono assoggettate a tassazione sul reddito ovunque prodotti, mentre quelle non residenti scontano l’imposta esclusivamente sui redditi prodotti nel territorio dello Stato.
Per ovviare ai problemi di doppia imposizione, il nostro ordinamento riconosce, entro certi limiti e condizioni, ai contribuenti fiscalmente residenti in Italia, la possibilità di detrarre dall’imposta netta le imposte pagate all’estero sui redditi che abbiano concorso alla formazione del reddito complessivo.

La determinazione del credito di imposta
Ai sensi dell’art. 165 comma 1 del TUIR in caso di redditi prodotti all’estero che concorrono a formare il reddito complessivo, le relative imposte estere sono ammesse in detrazione dall’imposta netta dovuta fino a concorrenza della quota di imposta corrispondente al rapporto tra i redditi prodotti all’estero ed il reddito complessivo. Nel caso in cui il reddito prodotto all’estero concorra parzialmente alla formazione del reddito complessivo, anche l’imposta estera va ridotta in misura corrispondente. In ogni caso il credito di imposta non può eccedere l’imposta netta del periodo di imposta in cui il reddito stesso matura.
Il credito per imposte pagate all’estero riconosciuto al contribuente residente in Italia deve essere calcolato nella dichiarazione in cui confluisce il reddito estero.
Ai sensi del comma 1 dell’art. 165 del TUIR, il credito di imposta è attribuito quando ricorrono congiuntamente le tre condizioni elencate di seguito:

Produzione di un reddito estero: la Circolare 9/E 2015 dell’Agenzia ha confermato che la definizione di reddito estero di cui al comma 2 dell’art. 165 del TUIR si rende applicabile unicamente per i redditi assoggettati a tassazione in uno Stato estero per il quale non è in vigore una convenzione contro le doppie imposizioni.

Concorso del reddito prodotto all’estero alla …

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