Sbagliare il ravvedimento costa caro!

di Francesco Buetto

Pubblicato il 29 giugno 2015

il contribuente che effettua un ravvedimento operoso pagando l’importo necessario a titolo di imposta e sanzioni ridotte, senza però corrispondere gli interessi perde i benefici del versamento fatto: ecco le sgradevoli conseguenze!

Con l’ordinanza n. 5022 del 12 marzo 2015 (ud. 22 gennaio 2015) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di ravvedimento operato erroneamente.



Il caso

Il contribuente effettua un ravvedimento operoso, ai sensi dell’art.13, del D.Lgs. n. 472, pagando l’importo necessario a titolo di imposta e sanzioni ridotte, senza però corrispondere gli interessi.



La sentenza

Per la Corte, considerato che il ravvedimento operoso si perfeziona col pagamento della sanzione ridotta contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo e al versamento degli interessi moratori, “qualora, come nella specie, non venga effettuato il versamento degli interessi moratori, il ravvedimento operoso non si perfeziona e, pertanto, il contribuente resta tenuto al pagamento delle sanzioni nella misura intera e non nella misura ridotta prevista dal primo comma del medesimo articolo 13 (vedi, in senso conforme, Cass. 6241/13: In materia di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, il mero versamento dei diritti doganali nel termine infraquindicinale, senza il contestuale versamento della sanzione e degli interessi moratori calcolati secondo i criteri normativi predeterminati che non richiedano attività liquidatoria da parte dell'Ufficio, non è sufficiente ad integrare i presupposti di legge per il riconoscimento dell'ulteriore riduzione della sanzione pecuniaria, consentita dal combinato disposto del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13, comma 5 e del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 13, comma 1, che prevede espressamente la cumulabilità dei benefici, non ricorrendo infatti i presupposti del ravvedimento operoso')”.



Breve nota

Già con ordinanza n. 12661 del 9 giugno 2011 (ud. del 3 maggio 2011) la Corte di Cassazione aveva ritenuto pregiudizievole anche una lieve differenza tra l’importo dovuto a seguito del ravvedimento operoso e quello versato. Infatti, il ravvedimento operoso si perfeziona mediante l'integrale osservanza degli adempimenti imposti dall'art. 13 del DLgs. n. 472/97, quindi con il pagamento delle maggiori imposte, delle sanzioni sebbene nella misura ridotta nonchè degli interessi legali. Ove, invece, il contribuente commetta un errore nella computazione della sanzione irrogabile, il ravvedimento non può ritenersi perfezionato, per cui è legittima la ripresa