Il TRUST autodichiarato sconta l’imposta di donazione

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 6 marzo 2015

l'atto di costituzione del trust con cui il disponente, al fine di rafforzare la propria garanzia patrimoniale a favore di istituti bancari, conferisce in trust i beni immobili di cui è proprietario, nominando se' stesso come trustee, sconta l'imposta sulle successioni e donazioni con l'aliquota dell'8%

 

Principio

L'atto di costituzione del trust con cui il disponente, al fine di rafforzare la propria garanzia patrimoniale a favore di istituti bancari, conferisce in trust i beni immobili di cui è' proprietario, nominando se' stesso come trustee, sconta l'imposta sulle successioni e donazioni con l'aliquota dell'8%. Il corretto trattamento impositivo indiretto dell'atto di costituzione di un trust autodichiarato e "di garanzia", richiede di assoggettare lo stesso ad imposizione in misura proporzionale, con l'aliquota residuale (e massima) dell'8%. Un atto di costituzione di un trust autodichiarato che serve al disponente per di rafforzare la propria garanzia patrimoniale a favore di istituti bancari, conferendo in trust i beni immobili di cui è proprietario e nominando se stesso come trustee, sconta l’imposta sulle successioni e donazioni con l’aliquota dell’8%.La semplice segregazione a favore (sostanzialmente) di se stesso diventa tassabile ad aliquota massima. Il Legislatore con l’art. 2 c. 47 del DL 262/2006, ha previsto che l’imposta si applichi anche “sulla costituzione di vincoli di destinazione”: ciò significa che non si tassa solo la donazione, ma anche in assenza di un trasferimento, nel caso di un vincolo di destinazione. La capacità economica è correlata al contenuto patrimoniale di atti o fatti, non già al trasferimento attuale di diritti: la capacità contributiva, ha chiarito la Consulta, è da intendere come attitudine ad eseguire la prestazione imposta, correlata non già alla concreta situazione del singolo contribuente, bensì al presupposto economico al quale l’obbligazione è correlata (Corte cost. 20.7.1994 n. 315), di modo che “è sufficiente che vi sia un collegamento tra prestazione imposta e presupposti economici presi in considerazione” (Corte cost. 21.5.2001 n. 155). Tale assunto è stato precisato dalla Corte di Cassazione sesta sezione civile, con la sentenza n. 3735 del 24 febbraio 2015.



Vicenda

Un soggetto ha istituito un trust autodichiarato1 (vincolando immobili) nominando se stesso quale trustee, al fine di meglio realizzare la tutela dei suoi creditori, disponendo che beneficiari del patrimonio residuo, una volta pagati i debiti, fossero egli medesimo, se vivente e, in subordine, i suoi discendenti. L’atto istitutivo è stato tassato con l’imposta fissa. Il giudice del gravame ha annullato l’avviso di liquidazione dell’imposta proporzionale.



Pronunce

Gli Ermellini con la pronuncia citata, in accoglimento del ricorso in cassazione del fisco hanno chiarito alcuni importanti punti.

  • L’articolo 2, comma 47, Dl 262/2006, disponendo che l’imposta si applica all’istituzione del vincolo, “ha inequivocabilmente attratto nell’area applicativa della norma tutti i regolamenti capaci di produrlo, compreso, quindi, il trust”.

  • L’istituzione del vincolo di destinazione è manifestazione di capacità contributiva; a nulla rileva, che l’intestazione dei beni al trustee sarebbe provvisoria e temporanea, non incrementerebbe il suo patrimonio e sarebbe un mera “situazione-ponte” in attesa della definitiva assegnazione ai beneficiari.

  • Il presupposto impositivo “è dunque correlato alla predisposizione del programma di funzionalizzazione del diritto al perseguimento degli obiettivi voluti; là dove l’oggetto consiste nel valore dell’utilità della quale il disponente, stabilendo che sia sottratta all’esercizio delle proprie facoltà proprietarie, per essere gestita da altri a beneficio di terzi, finisce con l’impoverirsi”.

  • L’imposta di donazione è dovuta all’atto dell’istituzione del vincolo di destinazione. Occorre applicare ,quindi, l’imposta proporzionale dell’8% all’atto dell’istituzione del vincolo di destinazione.

  • Anche nel trust auto-dichiarato, in cui il "disponente" assume le funzioni di trustee, l’attribuzione dei beni in trust, pur in assenza di formali effetti traslativi, deve essere assoggettata all’imposta sulle successioni e donazione .



Vincoli di destinazione

Pertanto, anche nel trust auto-dichiarato, in cui il disponente assume le funzioni di trustee, l’attribuzione dei beni in trust, pur in assenza di formali effetti traslativi, sconta l’imposta sulle successioni e donazioni (8 %). Secondo l’Agenzia, la tassazione del trust deve avvenire al momento della costituzione di esso, ovvero nel momento in cui il disponente vincola i beni in trust (circ. n. 48/E/2007, paragrafo 5.2) e non nel successivo momento in cui i beni vengono effettivamente attribuiti al beneficiario Il trust deve così essere assoggettato all’imposta sulle successioni e donazioni solo in sede di costituzione del vincolo e non anche nel momento in cui si realizza il passaggio dei beni segregati dal trustee ai beneficiari. La successiva devoluzione dei beni vincolati in trust ai beneficiari non costituisce pertanto un ulteriore presupposto impositivo, in quanto i beni hanno già scontato l’imposta sulle successioni e donazioni sulla costituzione del vincolo di destinazione al momento della segregazione in trust. Inoltre, essendosi realizzato il trasferimento di ricchezza ai beneficiari finali con la costituzione del vincolo, anche l’eventuale incremento del patrimonio del trust non sconta l’imposta sulle successioni e donazioni al momento della devoluzione.Con la Circolare n. 48/E del 2007 la Direzione Centrale dell’Amministrazione Finanziaria afferma:

  1. il trust "… è riconducibile nella categoria dei vincoli di destinazione" e, come tale, soggetto alla reintrodotta imposta sulle successioni e donazioni;

  2. "Il trust si sostanzia in un rapporto giuridico complesso che ha un’unica causa fiduciaria";

  3. “… ai fini della determinazione delle aliquote … occorre guardare al rapporto intercorrente tra il disponente e il beneficiario"2;

  4. ciò induce a ritenere che la costituzione del vincolo di destinazione avvenga sin dall’origine a favore del beneficiario (naturalmente nei trust con beneficiari) e sia espressione dell’unico disegno volto a consentire la realizzazione dell’attribuzione liberale.

    La Circolare n. 3/E del 2008, ribadisce i principi già espressi con la Circolare n. 48/E del 200