Il privilegio del credito artigiano in caso di procedura concorsuale

di Gianfranco Benvenuto

Pubblicato il 28 marzo 2015

secondo una recentissima sentenza delle Sezioni Unite, il riconoscimento del privilegio al creditore artigiano prescinde dall’accertamento del fatturato

Cassazione Sezioni Unite 20/03/2015 n.5685

Massima: “Non ha effetto retroattivo la nuova versione dell'articolo 2351 bis n. 5 c.c. a seguito della modifica operata dall'articolo 36 del DL 9/2/2012 n. 5 entrata in vigore il 10/2/12, laddove accorda il privilegio ai crediti d'impresa artigiana definita ai sensi di disposizioni legislative vigenti”.

Riguardo al periodo anteriore all'entrata in vigore della novella resta fermo che l'iscrizione all'albo degli artigiani ex articolo 5 L. 443/1985, non spiega alcuna influenza sul riconoscimento del privilegio, dovendosi ricavare la nozione di impresa artigiana dai criteri generali dell'articolo 2083 c.c.”

L'articolo 1, secondo comma r.d. 16 marzo 1942 n 267 nel testo modificato dal d. lgs. 12 settembre 2007 n169 che stabilisce, ai fini della dichiarazione di fallimento, la necessità del superamento di alcuni parametri dimensionali, esclude la possibilità di ricorrere al criterio sancito nella norma sostanziale contenuta nell'articolo 2083 c.c. che ormai, ai fini della fallibilità, non spiega alcuna rilevanza”.

 

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Il caso da cui prende spunto la sentenza Cassazione Sezioni Unite 20/3/2015 n. 5685 è quello del Tribunale di Vero