La tracciabilità dell’oro tra normativa vigente e prospettive di modifica

il recente successo dei negozi ‘compro-oro’ mette in primo piano le problematiche relative alla tracciabilità del materiale immesso sul mercato dei beni preziosi usati: analisi della normativa vigente e possibili evoluzioni

  1. Premessa.

Il fenomeno dei negozi che esercitano attività di compravendita di oro, i c.d. “compro-oro”, complice una situazione economica di forte contrazione dei redditi, si è andato fortemente sviluppando negli ultimi anni, si tratta di vendite strettamente correlate alla necessità di monetizzare velocemente i propri beni in oro o preziosi per compensare il minor reddito di periodo piuttosto che in un’ottica di reinvestimento del valore del bene stesso; insomma si vende oro per necessità e non per finalità speculative.

Il business sta, intuitivamente, nell’acquistare l’oro usato ad un prezzo chiaramente inferiore a quello praticato dalle fonderie per acquisti di grosse quantità.

Secondo stime delle associazioni nazionali di categoria del settore orafo-argentiero, i “compro-oro” sarebbero tra i 5.000 e gli 8.000, per un giro di affari di circa 14 miliardi derivanti dalla movimentazione di circa 300 tonnellate di oro e di materiali preziosi (dati 2011-12). Il fenomeno è essenzialmente italiano ed ha generato un mercato sommerso che non di rado finisce con l’alimentare i fenomeni della ricettazione e del riciclaggio, anche se ovviamente non tutti gli operatori del settore alimentano questo mercato occulto, esistono imprese di tutto rispetto, trasparenti e fondate sulla serietà professionale, ma si calcola che queste siano solo il 30-40 per cento del totale delle imprese del settore”1.

E’ di tutta evidenza, quindi, come il settore necessiti di una rigorosa regolamentazione, con particolare riguardo alla tracciabilità dei prodotti a garanzia della regolarità del mercato, della tutela degli operatori e con finalità antiriciclaggio.

Lo stesso Presidente della Associazione Nazionale “Tutela I Compro” (ANTICO) così si esprime, nel corso dell’audizione alla 10^ Commissione del Senato del 30 gennaio 2014, con riguardo ai disegni di legge di iniziativa parlamentare di regolamentazione del settore:

Un settore ed una attività specifica quella del ”Compro Oro” (acquisto da privati di oggetti preziosi usati e/o avariati – sotto forma di rottami – e successiva rivendita a fonderie) che sta operando da più di un decennio senza regole ben precise ai fini operativi, amministrativi e fiscali, la cui assenza, ha causato e sta ancora causando non pochi problemi (sanzioni amministrative, verifiche fiscali, accertamenti e contenziosi tributari) a cominciare dagli operatori di settore, per finire a tutti gli Organi di Stato (corretta interpretazione di leggi e disposizioni sul commercio dell’oro e degli oggetti preziosi usati) su cui cade l’obbligo di effettuare controlli, verifiche e ispezioni al fine di garantire il corretto svolgimento dell’attività di impresa nel rispetto delle norme, non proprio appropriate e di riferimento, vigenti in materia, nonché nel contenere fenomeni criminosi e reati di natura penale…. Siamo consapevoli che il settore è stato invaso da sgradevoli e ripudianti intrusioni criminali, molto spesso sovrastimate (rif. AIRA –ANOPO, ecc. “…uno su due è della mafia…”), ma diciamo con forza, NO ad una campagna di generalizzazioni e colpi indiscriminati; lo ha dimostrato anche il rapporto emesso dal Comando Generale della Guardia di Finanza dal titolo: ATTIVITÀ A CONTRASTO DELL’EVASIONE FISCALE NEL SETTORE DEI “COMPRO ORO”. OPERAZIONE “GOLD SCRAP”… sono emersi dati su reati, anche fiscali penalmente perseguibili, che si attestano intorno al 20% dei casi; cioè, due su dieci, dei soggetti su cui sono stati esercitati i controlli, sono stati ritenuti responsabili di aver violato le leggi che sfociano in materia penale. Percentuale quella del 20%, certamente, molto distante da quelle del 50% – 60% diffuse, erroneamente, da altre associazioni in modo superficiale ed inattendibile in prima battuta, e che successivamente furono puntualmente smentite”.

Esaminiamo di seguito la normativa vigente, con particolare riguardo alla tracciabilità dell’oro e le prospettive di modifica attualmente all’attenzione del…

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