L'aumento della tassazione delle rendite finanziarie al 26%

L’articolo 3, del decreto legge 66/2014, meglio conosciuto come il Decreto Irpef, prevede l’incremento di sei punti percentuali, a decorrere dal 1° luglio 2014, dell’aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria attualmente al 20 per cento. L’aumento, riguarda in linea generale le ritenute e le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44, del DPR 917/86 (redditi di capitale) e sui redditi diversi dell’articolo 67, comma 1, lettere c-bis – c-quinquies del citato DPR (cd. TUIR).

L’articolo 3, introduce una revisione del sistema impositivo dei redditi di natura finanziaria per effetto della quale:

  • viene innalzata al 26% l’aliquota di imposta attualmente determinata nella misura del 20%;

  • resta inalterata l’aliquota di imposta attualmente determinata nella misura del 12,50%.

Si ricorda che in materia l’articolo 2, commi da 6 a 34, del decreto-legge n. 138 del 2011, ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, una revisione del sistema impositivo dei redditi di natura finanziaria al fine di unificare le precedenti aliquote del 12,50% e del 27%, previste sui redditi di capitale e sui redditi diversi, ad un livello intermedio fissato al 20 per cento. Sono state esclusi dall’ambito di applicazione della riforma, tra gli altri, i titoli di Stato ed equiparati, i titoli emessi da altri Stati (cd. white list, vale a dire i paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni), i titoli di risparmio per l’economia meridionale, i piani di risparmio a lungo termine e le forme di previdenza complementare.

Più in dettaglio, il comma 1, con una norma di carattere generale, fissa nella misura del 26% (in luogo del 20% attualmente previsto) l’ammontare delle ritenute e delle imposte sostitutive, ovunque ricorrano:

  • sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44 del D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR);

  • sui redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del TUIR.

Si ricorda che l’articolo 44 del TUIR individua i redditi di capitale. Sinteticamente sono redditi di capitale, ai sensi del comma 1:

a) gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti;

b) gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonché dei certificati di massa;

c) le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile;

d) i compensi per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia;

e) gli utili derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società;

f) gli utili derivanti da associazioni in partecipazione e dai contratti indicati nel primo comma, dell’articolo 2554, del codice civile;

g) i proventi derivanti dalla gestione, nell’interesse collettivo di pluralità di soggetti, di masse patrimoniali costituite con somme di denaro e beni affidati da terzi o provenienti dai relativi investimenti;

g-bis) i proventi derivanti da riporti e pronti contro termine su titoli e valute;

g-ter) i proventi derivanti dal mutuo di titoli garantito;

g-quater) i redditi compresi nei capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione;

g-quinquies) i redditi derivanti dai rendimenti delle prestazioni pensionistiche erogate in forma periodica e delle rendite vitalizie aventi funzione previdenziale;

g-sexies) i redditi imputati al beneficiario di trust, anche se non residente;

h) gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego del capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto.

L’articolo 67, del TUIR individua i redditi diversi. Tra questi la norma in esame richiama i seguenti:

c-bis) le plusvalenze, diverse da quelle imponibili ai sensi della…

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