L’aumento della tassazione delle rendite finanziarie al 26%

di Federico Gavioli

Pubblicato il 22 maggio 2014

per finaziare il bonus da 80 euro in busta paga il Governo Renzi ha previsto un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20% al 26%

L’articolo 3, del decreto legge 66/2014, meglio conosciuto come il Decreto Irpef, prevede l’incremento di sei punti percentuali, a decorrere dal 1° luglio 2014, dell’aliquota di tassazione dei redditi di natura finanziaria attualmente al 20 per cento. L’aumento, riguarda in linea generale le ritenute e le imposte sostitutive sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44, del DPR 917/86 (redditi di capitale) e sui redditi diversi dell’articolo 67, comma 1, lettere c-bis - c-quinquies del citato DPR (cd. TUIR).

L’articolo 3, introduce una revisione del sistema impositivo dei redditi di natura finanziaria per effetto della quale:

  • viene innalzata al 26% l’aliquota di imposta attualmente determinata nella misura del 20%;

  • resta inalterata l’aliquota di imposta attualmente determinata nella misura del 12,50%.

Si ricorda che in materia l'articolo 2, commi da 6 a 34, del decreto-legge n. 138 del 2011, ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2012, una revisione del sistema impositivo dei redditi di natura finanziaria al fine di unificare le precedenti aliquote del 12,50% e del 27%, previste sui redditi di capitale e sui redditi diversi, ad un livello intermedio fissato al 20 per cento. Sono state esclusi dall’ambito di applicazione della riforma, tra gli altri, i titoli di Stato ed equiparati, i titoli emessi da altri Stati (cd. white list, vale a dire i paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni), i titoli di risparmio per l’economia meridionale, i piani di risparmio a lungo termine e le forme di previdenza complementare.

Più in dettaglio, il comma 1, con una norma di carattere generale, fissa nella misura del 26% (in luogo del 20% attualmente previsto) l'ammontare delle ritenute e delle imposte sostitutive, ovunque ricorrano:

  • sugli interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44 del D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR);

  • sui redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies del TUIR.

Si ricorda che l'articolo 44 del TUIR individua i redditi di capitale. Sinteticamente sono redditi di capitale, ai sensi del comma 1:

a) gli interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti;

b) gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, nonché dei certificati di massa;

c) le rendite perpetue e le prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e