Fondi per rischi e oneri: accantonamenti civili e fiscali

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 30 maggio 2014

ogni fine anno contabile sorge il problema di verificare se gli accantonamenti effettuati in chiusura di bilancio civilmente per rischi ed oneri sono validi anche fiscalmente

Premessa generale

L' art. 2424-bis c.c. detta le regole a cui gli amministratori si devono ispirare per il loro eventuale stanziamento:

- competenza economica: devono riferirsi a fatti inerenti all'esercizio;

- prudenza: devono stanziare tali accantonamenti al fine di rappresentare in modo chiaro,veritiero e corretto la situazione aziendale.

COSA PREVEDE IN MATERIA IL CODICE CIVILE

Il codice civile non fornisce un’elencazione tassativa di tali fondi oneri e rischi e,a mero titolo indicativo,si indicano le voci più comunemente utilizzate nella prassi quotidiana:

- fondo quiescenza e obblighi simili: si utilizza per accantonamenti diversi da quelli di cui all'art. 2120 c.c. (TFR) ovvero: fondi pensione dei lavoratori dipendenti in aggiunta a quelli previsti dal trattamento previdenziale ordinaria,fondi pensioni integrativi che derivano da accordi aziendali, fondi indennità per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa,fondi per la cessazione di rapporti d'agenzia,fondi per l'indennità di clientela;

- fondo imposte: sono rappresentati dai debiti tributari derivanti da accertamenti fiscali in corso o da probabili accertamenti;

- fondi per imposte differite: trattamento contabile delle imposte sui redditi in ossequio al principio contabile n. 25;

- fondi per oneri sono riferibili a passività di natura certa riferite a componenti negativi di competenza del periodo oggetto della chiusura del bilancio. Questi stanziamenti devono essere fatti secondo stime realistiche tenendo in considerazioni tutte le informazioni utili alla loro valutazione;tra le voci più rappresentative si possono citare:

  • fondo garanzie prodotti: riguardano gli eventuali oneri che l'azienda dovrà sostenere al fine di sostituire prodotti in garanzia, prodotti difettosi e riparazione di eventuali guasti;

  • fondo manutenzione ciclica: costi stanziati a fronte di interventi di manutenzione particolare già programmati in precedenza ;

  • fondo buoni sconti e concorsi a premio: eventuali costi che l'azienda dovrà affrontare per elargire premi o sconti ai consumatori;

  • fondo Manutenzione e ripristino beni gratuitamente devolvibili e beni aziendali ricevuti in affitto: accantonamento di costi utili al ripristino dei beni in oggetto;

  • fondo recupero ambientale: stanziamento di eventuali danni causati all'ambiente;

- accantonamenti a fondi indennità per cessazione rapporti: sono fiscalmente deducibili gli accantonamenti effettuati a fronte delle indennità per la cessazione:dei rapporti di agenzia; dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; dell’attività sportiva esercitata da sportivi professionisti. In materia di indennità relative ad agenti di commercio vale la pena di ricordare che L'Agenzia delle Entrate con la circolare 33/2013, in merito alla deducibilità fiscale della indennità suppletiva di clientela, ha chiarito che tale indennità diventa dedu