Fondi per rischi e oneri: accantonamenti civili e fiscali

Premessa generale

L’ art. 2424-bis c.c. detta le regole a cui gli amministratori si devono ispirare per il loro eventuale stanziamento:

competenza economica: devono riferirsi a fatti inerenti all’esercizio;

prudenza: devono stanziare tali accantonamenti al fine di rappresentare in modo chiaro,veritiero e corretto la situazione aziendale.

COSA PREVEDE IN MATERIA IL CODICE CIVILE

Il codice civile non fornisce un’elencazione tassativa di tali fondi oneri e rischi e,a mero titolo indicativo,si indicano le voci più comunemente utilizzate nella prassi quotidiana:

fondo quiescenza e obblighi simili: si utilizza per accantonamenti diversi da quelli di cui all’art. 2120 c.c. (TFR) ovvero: fondi pensione dei lavoratori dipendenti in aggiunta a quelli previsti dal trattamento previdenziale ordinaria,fondi pensioni integrativi che derivano da accordi aziendali, fondi indennità per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa,fondi per la cessazione di rapporti d’agenzia,fondi per l’indennità di clientela;

fondo imposte: sono rappresentati dai debiti tributari derivanti da accertamenti fiscali in corso o da probabili accertamenti;

fondi per imposte differite: trattamento contabile delle imposte sui redditi in ossequio al principio contabile n. 25;

fondi per oneri sono riferibili a passività di natura certa riferite a componenti negativi di competenza del periodo oggetto della chiusura del bilancio. Questi stanziamenti devono essere fatti secondo stime realistiche tenendo in considerazioni tutte le informazioni utili alla loro valutazione;tra le voci più rappresentative si possono citare:

  • fondo garanzie prodotti: riguardano gli eventuali oneri che l’azienda dovrà sostenere al fine di sostituire prodotti in garanzia, prodotti difettosi e riparazione di eventuali guasti;

  • fondo manutenzione ciclica: costi stanziati a fronte di interventi di manutenzione particolare già programmati in precedenza ;

  • fondo buoni sconti e concorsi a premio: eventuali costi che l’azienda dovrà affrontare per elargire premi o sconti ai consumatori;

  • fondo Manutenzione e ripristino beni gratuitamente devolvibili e beni aziendali ricevuti in affitto: accantonamento di costi utili al ripristino dei beni in oggetto;

  • fondo recupero ambientale: stanziamento di eventuali danni causati all’ambiente;

accantonamenti a fondi indennità per cessazione rapporti: sono fiscalmente deducibili gli accantonamenti effettuati a fronte delle indennità per la cessazione:dei rapporti di agenzia; dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa; dell’attività sportiva esercitata da sportivi professionisti. In materia di indennità relative ad agenti di commercio vale la pena di ricordare che L’Agenzia delle Entrate con la circolare 33/2013, in merito alla deducibilità fiscale della indennità suppletiva di clientela, ha chiarito che tale indennità diventa deducibile per competenza e non per cassa (l’indennità suppletiva di clientela è dovuta, in caso di contratto a tempo indeterminato, solo se la cessazione del rapporto di agenzia è avvenuta per iniziativa della casa mandante e per fatto non imputabile all’agente; è inoltre dovuta, in caso di rapporto in essere da più di un anno, quando l’agente termini il rapporto con la casa mandante a causa di: invalidità temporanea o permanente, raggiungimento dell’età pensionabile, decesso; l’indennità suppletiva di clientela è calcolata applicando alle provvigioni e agli altri compensi maturati dall’agente nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, un’aliquota che può variare dal 3 al 4%).

GLI ACCANTONAMENTI PREVISTI DALLA NORMATIVA FISCALE

La norma è regolata dall’art. 107 del TUIR che prevede un meccanismo di accantonamento piuttosto rigido:

lavori ciclici di manutenzione e revisione navi e aeromobili: deduzione prevista nel limite del 5% del costo di ogni nave o aereo risultante a inizio esercizio dal registro dei beni ammortizzabili con ragguaglio ai…

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