La variazione di domicilio fiscale

di Antonio Gigliotti

Pubblicato il 10 aprile 2014

il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente, non può invocare tale difformità per sfruttare a suo vantaggio anche un eventuale errore, in caso di contestazione fiscale su altre imposte

 

Il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente, non può invocare tale difformità, sfruttando a suo vantaggio anche un eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’atto di accertamento compiuto dall’Ufficio Finanziario nel domicilio da lui stesso dichiarato.Inoltre,data l’unicità del domicilio fiscale, è irrilevante che questo, diverso dalla residenza anagrafica, sia stato dichiarato ai fini di un’imposta diversa (IVA) da quella oggetto di accertamento (per esempio, IRPEF). Lo ha affermato la Corte Cassazione – Sezione V Civile - con la sentenza 10 maggio 2013, n. 11170.

 

Cassazione, sentenza n. 11170/13

Il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente, non può invocare tale difformità, sfruttando a suo vantaggio anche un eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’atto di accertamento compiuto dall’Ufficio Finanziario nel domicilio da lui stesso dichiarato.

Data l’unicità del domicilio fiscale è irrilevante che questo, diverso dalla residenza anagrafica, sia stato dichiarato ai fini di un’imposta diversa (IVA) da quella oggetto di accertamento (per esempio, IRPEF).

Lo ha affermato la Corte Cassazione con la sentenza 10 maggio 2013, n. 11170.

 

I fatti di causa

La Sig.ra Tizia proponeva ricorso avverso un avviso di accertamento emesso ai fini IRPEF per l’anno d’imposta 1998, eccependo la nullità dell’atto per difetto di competenza territoriale dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Vasto.

L’adita CTP di Chieti dichiarava fondata l’opposizione della contribuente sul rilievo che quest’ultima, come emerso da certificazione anagrafica, era stata residente in Bari sino al 31.1.2000 per trasferire la propria residenza a Vasto dal 1.2.2000.

Avverso tale decisione proponeva appello l’Agenzia delle Entrate, ma senza successo; la CTR dell’Abruzzo (Pescara) confermava infatti la sentenza gravata, osservando che:

  • la competenza territoriale dell’Ufficio delle Entrate si estrinseca nell’ambito della circoscrizione entro la quale hanno il domicilio fiscale i soggetti tenuti alla dichiarazione;

  • che detto domicilio fiscale coincide con quello denunciato all’anagrafe del Comune ove il soggetto è residente.

Dagli atti processuali risultava incontrovertibilmente acclarato che la contribuente aveva trasferito la residenza anagraficanel Comune di Vasto solo nell’anno 2000 e che, quindi, la comunicazione di variazione residenza in Vasto sin dal 5.10.1998non aveva alcun rilievo, in quanto la legge tributaria, e segnatamente il D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 31 e 37, assegnano all’Amministrazione Finanziaria un potere-dovere di controllo e di verifica dei dati e delle notizie fornite dai contribuenti.

Le doglianze del Fisco

Dal che il ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate, che ha denunciato l’erronea applicazione degli articoli 3, I e II comma, 31, 36, 37 e 58, del D.P.R. n. 600/1973, e articolo 35 del D.P.R. n. 633/1972, nonché degli articoli 1321 e 1324 c.c. laddove la CTR:

  • aveva giudicato irrilevante, ai fini della competenza territoriale dell’Ufficio di Vasto a emettere l’atto impositivo impugnato, la comunicazione di variazione del domicilio effettuata dalla contribuente seppure relativa a differente imposta (IVA) rispetto a quella per cui si era proceduto (IRPEF);

  • aveva ritenuto incombente sul predetto Ufficio l’obbligo di controllo in ordine al domicilio fiscale della contribuente.

 

Ricorso accolto

Ebbene, la Suprema Corte ha dichiarato fondate le censure del Fisco alla luce dell’orientamento secondo cui, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, la competenza territoriale dell’Ufficio accertatore è determinata ai sensi dell’articolo del 31 D.P.R. n. 600/73 con riferimento al domicilio fiscale indicato dal contribuente, la cui variazione, comunicata nella dichiarazione annuale dei redditi, costituisce pertanto atto idoneo a rendere noto all’Amministrazione il nuovo domicilio non solo ai fini delle notificazioni, ma anche ai fini della legittimazione a procedere, che spetta all’Ufficio nella cui circoscrizione il contribuente ha indicato il nuovo domicilio (cfr. Cass. Sez. V Civ., sentenza n. 5358/2006).

Lo “ius variandi” accordato dal Legislatore, tuttavia, deve essere esercitato in buona fede, nel rispetto del principio dell’affidamento che deve informare la condotta di entrambi i soggetti del rapporto tributario.

 

Di conseguenza, il contribuente che abbia indicato nella propria denuncia dei redditi il domicilio fiscale in un luogo diverso da quello precedente non può invocare detta difformità, sfruttando a suo vantaggio anche un eventuale errore, al fine di eccepire, sotto il profilo dell’incompetenza per territorio, l’invalidità dell’atto di accertamento compiuto dall’Ufficio Finanziario del domicilio da lui stesso dichiarato.

Né rileva, ai fini che qui interessano e data l’unicità del domicilio fiscale, che questo, diverso dalla residenza anagrafica,sia stato dichiarato ai fini di un’imposta diversa (IVA) da quella oggetto di accertamento (IRPEF).

 

Infine, la Suprema Corte ha escluso che gli articoli 37 e 38 del D.P.R. n. 600/73, a fronte di una comunicazione effettuata, come nella specie, dalla stessa contribuente, impongono un obbligo di accertamento a carico dell’Ufficio tributario.

Alla luce di tali considerazioni, la sentenza della CTR di Pescara è stata cassata e la causa decisa nel merito, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.

 

MASSIMA

L’avviso di accertamento IRPEF inviato dall’Amministrazione Finanziaria al domicilio dichiarato dal contribuente