IRAP: i limiti del confine oltre il quale il lavoratore autonomo è tenuto al pagamento e si chiarsice il concetto di “organizzazione autonoma”

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 23 gennaio 2014

per essere esentanti dal pagamento dell'IRAP non bisogna possedere autonoma organizzazione: in attesa di una definizione legislativa proviamo ad analizzare le ultime tendenze giurisprudenziali

Si prende spunto da una recente sentenza della CTR di Roma (n. 218/28/13 del 30 settembre 2013) per tracciare i limiti del confine oltre il quale il lavoratore autonomo è tenuto al pagamento dell’Irap e chiarire in modo esuastivo il concetto di “organizzazione autonoma”.

 

Sono tenuti a versare l’Irap i lavoratori autonomi o imprenditori i quali svolgono l’attività mediante una “organizzazione autonoma”; quest’ultima sussiste solo ove il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio della stessa in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. L’accertamento dell’assenza di tale condizione rappresenta il requisito necessario per l’esclusione dal pagamento dell’imposta per i soggetti, professionisti o imprenditori, che non si avvalgono di una stabile struttura organizzativa (art. 2 D.Lgs n. 446 del 1997). Il requisito dell’autonoma organizzazione, che deve essere accertato dal giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, sussiste quando il contribuente è il responsabile dell’organizzazione e non sia inserito in strutture organizzative riferibili ad altri, impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (Cass 28 dicembre 2012, n. 24117).

 

Nel caso in esa