Acconto IVA 2013, la scadenza del 27/12/2013

il versamento dell’acconto Iva per l’anno d’imposta 2013 dovrebbe (quest’anno il condizionale è d’obbligo) essere l’ultimo adempimento contabile del 2013; ecco una guida pratica all’adempimento

I soggetti passivi ai fini Iva devono eseguire, entro il prossimo 27 dicembre, il versamento dell’acconto Iva per l’anno d’imposta 2013.

L’art. 6, della Legge 405/1990 è la norma che regola il versamento dell’acconto Iva, previsto nella misura dell’88%.

Dunque, i soggetti passivi Iva sono tenuti al pagamento, entro il 27 dicembre 2013, di quanto dovuto a titolo di acconto in relazione alle liquidazioni periodiche finali inerenti l’anno d’imposta 2013, riguardanti l’ultimo mese o l’ultimo trimestre dell’anno, ovvero delle liquidazioni relative al mese di dicembre (per i contribuenti mensili), al trimestre ottobre-dicembre (per i contribuenti trimestrali ordinari), al quarto trimestre (per i contribuenti trimestrali cd. “speciali” di cui all’art. 73, co. 1, lett. e) e all’art. 74, co. 4, D.P.R. 633/1972 – autotrasportatori, distributori di carburante, imprese di somministrazione acqua, gas, energia elettrica, ecc.).

Il pagamento delle somme dovute a titolo di acconto Iva deve essere effettuato, esclusivamente con modalità telematiche (direttamente o tramite incaricati abilitati) utilizzando il Modello F24, da presentare in banca, in posta o presso i concessionari della riscossione.

L’acconto Iva, che non è dovuto nel caso in cui risulti inferiore a euro 103,29, non può essere rateizzato e, pertanto, deve essere versato in un’unica soluzione, senza applicare alcuna maggiorazione a titolo di interessi.

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’acconto sono specifici a seconda della periodicità con cui il contribuente ha effettuato le liquidazioni periodiche nel corso dell’anno d’imposta 2013 e, precisamente, il contribuente può utilizzare, alternativamente, uno dei seguenti codici di seguito indicati:

6013 per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva mensilmente;

6035 per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva trimestralmente.

L’acconto Iva può essere oggetto di “compensazione orizzontale”, ossia il contribuente può avvalersi dell’istituto della compensazione di cui all’art. 17, D.Lgs. 241/1997, con altre imposte. Pertanto, i contribuenti che hanno a disposizione crediti riportabili nel Modello F24 (relativi ad altre imposte, tributi, contributi o anche il credito Iva emerso in sede di dichiarazione annuale) possono utilizzarli per compensare l’importo dovuto a titolo di acconto Iva.

 

Metodi di calcolo dell’acconto IVA

Il calcolo per determinare l’imposta dovuta a titolo di acconto Iva può essere eseguito in modo differente in base ad uno dei seguenti metodi:

– metodo storico;

– metodo previsionale;

– metodo delle operazioni effettuate, cd. metodo “effettivo-analitico”.

In genere, il procedimento più utilizzato è il metodo storico, che si basa sull’intera imposta pagata l’anno precedente. Per valutare la convenienza economica ai fini dell’adozione di un metodo di calcolo piuttosto che un altro, il contribuente dovrà confrontare i risultati ottenuti applicando il metodo storico e quello previsionale e versare, quindi, il minore tra i due importi, fermo restando che è in ogni caso possibile versare l’importo che risulta dal calcolo effettuato utilizzando il metodo analitico.

 

Metodo storico

L’importo dovuto a titolo di acconto in base al metodo “storico” si ottiene calcolando l’88% del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per l’ultimo periodo di liquidazione dell’anno precedente.

Il calcolo dell’acconto con il metodo storico è sicuramente quello più utilizzato, vista la semplicità che lo contraddistingue. Infatti, la base di riferimento è commisurata all’Iva a debito risultante:

– dalla liquidazione periodica relativa al mese di dicembre dell’anno precedente (per i contribuenti mensili);

– dalla dichiarazione annuale Iva dell’anno precedente (per i contribuenti trimestrali ordinari o per opzione);

– dalla liquidazione periodica del quarto trimestre dell’anno precedente per i contribuenti trimestrali cd. “speciali”.

Nell’ipotesi di…

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