Il vincolo da giudicato fra dirette ed IVA

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 23 gennaio 2013

in caso di duplice accertamento separato fra imposte dirette ed IVA per medesimi fatti imputabili al contribuente non sussiste un vincolo di giudicato fra i due separati processi tributari

Con la sentenza n. 21781 del 5 dicembre 2012 (ud. 9 ottobre 2012) la Corte di Cassazione ha confermato che il rapporto giuridico in materia di IVA è differente da quello in materia di tributi diretti. E, per di qui, l'illazione secondo la quale il giudicato formatosi in materia di IVA mai può esser preclusivo della decisione sui tributi diretti. E, ciò, pur anche se i tributi IVA e diretti siano stati accertati con riferimento ad identica annualità e l'attività impositiva sia stata 'innescata' dalla medesima indagine di fatto (Cass. 19702/11; Cass. 15396/08; Cass. 16816/08; Cass. 8773/08, 5943/07)”.

 

Brevi note

Già diversi anni fa, nel 2003, le diverse modalità di tassazione, ai fini Iva e imposte sui redditi, sono state evidenziate dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1633/2003, ove è stato affermato che ai fini IVA non assume rilievo la ricostruzione del reddito d’impresa ai fini delle imposte sui redditi, in quanto la base imponibile è costituita direttamente dall’ammontare dei corrispettivi delle singole operazioni.

Successivamente, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 19321 dell’8 settembre 2006, ha invece affermato che l’applicazione dei principi costituzionali di uguaglianza, legalità, imparzialità amministrativa e capacità contributiva comporta che, anche in difetto di un’espressa previsione legislativa, il valore accertato dall’Amministrazione finanziaria ai fini applicativi di un’imposta (nella specie, l’Irpef) vincola la stessa Amministrazione anche in riferimento all’applicazione di altri tributi (nel caso, l’Iva), ove i fatti economici siano i medesimi e le singole leggi d’imposta non stabiliscano differenti criteri di valutazione (cfr. anche Cassazione sentenze n. 11456/2002 e n. 21055/2005).

Sul punto, va registrata una ulteriore pronuncia della Corte d