Rimborso Irap per l’agente di commercio: nuovi casi dalla giurisprudenza

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 6 luglio 2012

i casi pratici in cui l'agente di commercio non é soggetto ad IRAP: un utile test di verifica per scegliere le strategie in tempo di dichiarazione

E’ ormai pacifico che l’agente di commercio, al pari dei professionisti, possa avere diritto al rimborso dell’Irap pagata alle Entrate.

Non vi sono più dubbi sulla persistenza di tale diritto, sia pure che l’attività di rappresentanza sia ritenuta come d’impresa. Ciò che conta è l’autonomia dell’organizzazione, la quale crea il presupposto dell’imposizione all’imposta regionale.

Quando l’agente di commercio non è soggetto ad Irap

In tale contesto, la Corte di Cassazione, con la nuova sentenza n. 10559 del 25.06.2012, ha, infatti, ribadito che l’attività di agente di commercio, anche se è ausiliaria delle imprese, non è automaticamente assoggettabile ad Irap.

Viceversa, i giudici sottostanti (C.T.P. e C.T.R.) avevano negato il diritto del contribuente, ritenendo (erroneamente) che poiché l’agente di commercio non svolge un’attività professionale, ma soltanto un’attività di ausilio per le imprese, si sarebbe venuto a configurare un assetto organizzativo di particolare rilevanza che crea uno dei presupposti per l’applicazione dell’Irap.

In particolar modo, la Commissione Tributaria Regionale aveva disatteso quanto stabilito dalla Suprema Corte (con la sentenza n. 12208/2009), a sezioni unite, secondo cui l’attività di agente di commercio è esclusa da Irap se si è in presenza di attività non autonomamente organizzata.

Tale requisito dell’autonoma organizzazione ricorre soltanto se l’agente di commercio utilizza beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’attività, oppure se di avvale di prestatori d’opera non occasionali.

Ovviamente, avendone i diritti, il contribuente deve poi dimostrare di non avere collaboratori (tranne quelli occasio