Appalti: solidarietà estesa all’Iva ed alle ritenute Irpef dipendenti

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 14 luglio 2012

ecco le nuove norme relative ai contratti di appalto che cercano di contrastare i fenomeni evasivi relativi ad IVA e ritenute IRPEF, estendendo la responsabilità anche al committente

Una impresa che sottoscrive un contratto di appalto per realizzare un’opera risponde dei mancati versamenti a titolo di Iva e ritenute Irpef dipendenti dell’appaltatore e dei subappaltatori. La responsabilità solidale per il pagamento delle imposte si aggiunge a quella introdotta dal decreto legislativo n. 276/2003, in materia di contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni. Lo prevede il comma 5-bis, articolo 2, decreto legge n. 16/2012, convertito in legge n. 44/2012.

 

Responsabilità solidale

La disposizione introdotta dalla legge di conversione n. 44/2012 al testo originario del decreto legge sulle semplificazioni tributarie, in realtà, determina una evidente complicazione del sistema ed una enorme assunzione di responsabilità da parte del committente relativamente alle prestazioni oggetto dell’appalto.

In sostanza, il comma 5-bis, dell’articolo 2 del decreto legge n. 16 del 2012, modifica il comma 28 dell'articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

A partire dalla data di entrata in vigore del decreto in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell'appalto, al versamento all'erario delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell'IVA scaturente dalle fatture inerenti le prestazioni effettuate nell'ambito dell'appalto. La suddetta responsabilità viene meno qualora il committente o datore di lavoro dimostri di avere mes