Sui termini di prescrizione per la riscossione dei tributi

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 4 gennaio 2012

il calcolo del termine breve di prescrizione e del termine di prescrizione generale (art. 2953 c.c.) per le somme iscritte a ruolo nella giurisprudenza di Cassazione

Sul termine prescrizionale delle somme iscritte a ruolo a seguito di sentenza definitiva sussiste un preciso orientamento del giudice di legittimità (sezioni unite della Corte di cassazione sentenza 25790 del 10 dicembre 2009; Cass. civ. Sez. V, 11-03-2011, n. 5837). Secondo tale indirizzo della Suprema corte va distinto il caso di accertamento divenuto definitivo per acquiescenza da quello in cui la definitività dell'accertamento stesso derivi da pronuncia giurisdizionale. Nel primo caso trovano applicazione i termini decadenziali dall'attività di riscossione previsti dalle disposizioni relative all’imposta in trattazione mentre nel secondo trova applicazione la prescrizione decennale derivante dall'actio iudicati in quanto non si è in presenza dell'attività di esecuzione di un atto amministrativo divenuto definito mancando il requisito dell'acquiescenza.

L'accertamento tributario diventa definitivo con l'inutile decorso del termine per impugnare. Se viene proposto ricorso, salvo il caso di successiva rinuncia o altri casi di estinzione del processo l'accertamento non può più assumere la qualifica di atto amministrativo non contestato. Il provvedimento del giudice che definisce la lite, anche quando si limiti a riconoscere la legittimità dell’atto contestato, conferisce a questa il crisma della verifica giurisdizionale nell'ambito di un rapporto trilaterale, nel quale interviene lo Stato non più soltanto come parte ma anche in quanta controllore di se stesso.

Gli effetti del giudicato, quindi non possono essere assimilati a quelli della mera acquiescenza amministrativa che si esa