Sui termini di prescrizione per la riscossione dei tributi

il calcolo del termine breve di prescrizione e del termine di prescrizione generale (art. 2953 c.c.) per le somme iscritte a ruolo nella giurisprudenza di Cassazione

Sul termine prescrizionale delle somme iscritte a ruolo a seguito di sentenza definitiva sussiste un preciso orientamento del giudice di legittimità (sezioni unite della Corte di cassazione sentenza 25790 del 10 dicembre 2009; Cass. civ. Sez. V, 11-03-2011, n. 5837). Secondo tale indirizzo della Suprema corte va distinto il caso di accertamento divenuto definitivo per acquiescenza da quello in cui la definitività dell’accertamento stesso derivi da pronuncia giurisdizionale. Nel primo caso trovano applicazione i termini decadenziali dall’attività di riscossione previsti dalle disposizioni relative all’imposta in trattazione mentre nel secondo trova applicazione la prescrizione decennale derivante dall’actio iudicati in quanto non si è in presenza dell’attività di esecuzione di un atto amministrativo divenuto definito mancando il requisito dell’acquiescenza.

L’accertamento tributario diventa definitivo con l’inutile decorso del termine per impugnare. Se viene proposto ricorso, salvo il caso di successiva rinuncia o altri casi di estinzione del processo l’accertamento non può più assumere la qualifica di atto amministrativo non contestato. Il provvedimento del giudice che definisce la lite, anche quando si limiti a riconoscere la legittimità dell’atto contestato, conferisce a questa il crisma della verifica giurisdizionale nell’ambito di un rapporto trilaterale, nel quale interviene lo Stato non più soltanto come parte ma anche in quanta controllore di se stesso.

Gli effetti del giudicato, quindi non possono essere assimilati a quelli della mera acquiescenza amministrativa che si esaurisce nell’ambito di un rapporto giuridico bilaterale, all’interno del quale, sostanzialmente il contribuente riconosce legittimità alla pretesa fiscale; tale pretesa “condivisa” quindi va posta in esecuzione nei termini più rapidi previsti dalla disciplina amministrativa e propri del rapporto tributario.

Se invece I’ accertamento è contestato davanti all’autorità giudiziaria, in caso di soccombenza, anche parziale, del ricorrente il titolo in base al quale l’Agenzia delle Entrate fa valere la propria pretesa non è più l’atto amministrativo, che non è mai divenuto definitivo bensì la sentenza che definisce il processo tributario.

Sulla base di tali presupposti va quindi affermato il principio per cui in tutti i casi in cui la legge stabilisce una prescrizione pili breve di dieci anni, una volta formatosi il giudicato, proprio perche non ha più rilievo il titolo originario del credito riconosciuto, i relativi diritti si prescrivono con il decorso di dieci anni.

Si deve inoltre rilevare che le prescrizioni brevi sono previste per soddisfare le esigenze di celerità di definizione dei rapporti giuridici, tale esigenza e superata quando sia instaurato un contenzioso e quindi la norma generale della prescrizione decennale riprende vigore.

Va ricordato che nel processo tributario il contribuente che impugni un provvedimento impositivo è sostanzialmente un convenuto che resiste alla domanda dell’ufficio finanziario (attore in senso sostanziale). Pertanto il contenuto del giudizio che rigetta il ricorso del contribuente non è limitato alla pronuncia dell’infondatezza delle sue eccezioni, ma ha un contenuto decisorio positivo, eventualmente anche implicito, costituito dalla condanna al pagamento dell’imposta dovuta.

II fatto che l’atto impugnato sia dotato di per se di esecutività riguarda il profilo precontenzioso dello stesso. L’insorgere del contenzioso determina la trasformazione del rapporto sostanziale potere – soggezione in un rapporto processuale paritetico, nel quale la potestas appartiene solo al giudice terzo e al suo decisum dopo il quale si determina una sorta di novazione giudiziaria generale del rapporto tributario in contestazione in cui il termine di prescrizione decennale decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza. In definitiva , il diritto alla riscossione di un’imposta, conseguente ad avviso di accertamento…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it

Emergenza COVID-19

Gentile Lettore,
Commercialista Telematico ha deciso di mantenere attivi tutti i suoi servizi per informare e supportare tanti professionisti e imprese in questo difficile momento e ugualmente è impegnato nell’attuare le misure di contrasto alla diffusione del coronavirus a protezione dei propri dipendenti e collaboratori. Pertanto, qualora ne avessi necessità, ti invitiamo a utilizzare la comunicazione via e-mail anziché quella telefonica.
Ti risponderemo ai seguenti indirizzi: info@commercialistatelematico.com o ecommerce@commercialistatelematico.com

#IORESTOACASA