Cuneo fiscale e salvaguardia degli incapienti: chiarimenti dall’INPS

L’introduzione del D.L. n. 3/2020 e del nuovo abbattimento del cuneo fiscale (con corresponsione di un bonus Irpef di 100 euro mensili in busta paga), è a regime a partire dal 1° luglio 2020. In considerazione però dell’emergenza epidemiologica in corso, il Governo ha predisposto una specifica misura che permette di ottenere tale importo anche per i soggetti cd. “incapienti”, ossia per quei soggetti che non possiedono un reddito annuo superiore a 8.174,00 euro annui.

cuneo fiscale incapienti inpsAbbattimento del cuneo fiscale: la questione degli incapienti

Come noto, l’abbattimento del cuneo fiscale sul lavoro dipendente è stato introdotto da ultimo con il Decreto Legge n. 3 del 5 febbraio 2020, poi convertito con la Legge n. 21 del 2 aprile 2020.

In particolar modo, tale normativa va a aumentare i benefici che precedentemente erano stati introdotti con il cosiddetto “Bonus Renzi”, portando il credito Irpef a 100 euro e allargando la platea dei potenziali beneficiari.

A partire dal 1° luglio 2020 è ufficialmente entrato al regime questo nuovo metodo di gestione per la “salvaguardia” del reddito da lavoro dipendente.

In questo contesto non si può però non tenere conto anche di quanto previsto da parte del Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, e soprattutto da parte dell’articolo 128, il quale va a tutelare il reddito dei soggetti che risultano – per i redditi conseguiti nell’anno 2020 – incapienti.

Di tale argomento si è occupato recentemente l’Istituto Previdenziale, il quale con la Circolare n. 96 del 21 agosto 2020 fornisce chiarimenti e indicazioni.

(Per approfondire…“Bonus 80 euro e bonus 100 euro in busta paga: le novità previste dal Decreto Rilancio” di Celeste Vivenzi)

 

Il nuovo credito Irpef

Il nuovo strumento introdotto da parte del Decreto Legge n. 3/2020, a partire dal 1° luglio va a sostituire il cd. “Bonus Renzi”, con l’introduzione di un nuovo meccanismo di abbattimento del cuneo fiscale e di nuove soglie massime di percezione.

Tale meccanismo comporta un bonus Irpef di 100,00 euro mensili per i contribuenti che percepiscono redditi da lavoro dipendente e assimilato per un importo annuo compreso tra 8.174,00 e 28.000,00 euro.

Superato il reddito di 28.000,00 euro annui si attiva un meccanismo che prevede – fino alla soglia massima di 40.000,00 euro – la corresponsione di un importo via via inferiore man mano che il reddito aumenta.

Di tale strumento possono beneficiare quindi i soggetti con un reddito annuo compreso tra un minimo di 8.174,00 euro e un massimo di 40.000,00 euro: gli effetti chiaramente saranno diversi, a seconda di quello che è il reddito annuo percepito dal soggetto.

Spiegato in questi termini, il meccanismo di corresponsione di questo “Bonus 100 euro” sembra essere quasi semplice; in realtà, il meccanismo è più artificioso, soprattutto per quel che riguarda l’anno attualmente in corso.

In particolar modo (considerato che il bonus entra in vigore a partire dal mese di luglio 2020) per l’anno 2020 bisogna considerare un doppio binario che prevede per una parte dell’anno la corresponsione del Bonus 80 euro, mentre per l’altra parte dell’anno una detrazione dall’imposta lorda di carattere temporaneo pari a 600,00 euro in corrispondenza di un reddito complessivo annuo fino a 28.000,00 euro, che decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito pari a 40.000,00 euro annui.

A partire dal 2021, la detrazione sarà a regime di un importo pari a 1.200,00 euro annui (per i redditi fino a 28.000,00 euro).

 

La questione degli incapienti per l’anno 2020

Il Decreto Legge n. 34/2020 emanato nella particolare condizione emergenziale derivante dal Coronavirus, ha tenuto conto anche della questione del Bonus Irpef per i soggetti che a causa della crisi si troveranno ad avere un reddito annuo inferiore a 8.174,00 euro.

In particolare, l’articolo 128 del D.L. n. 34/2020, prevede che quanto corrisposto a titolo di Bonus Renzi oppure di Bonus Irpef spettante a partire dal 1 luglio 2020, sia riconosciuto in favore di tali soggetti, anche nel caso in cui i medesimi lavoratori risultino incapienti per effetto della diminuzione del reddito di lavoro dipendente prodotto a causa delle conseguenze dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Per dirla con altre parole, i lavoratori dipendenti che fruiscono delle misure di sostegno al lavoro di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 23, 25 del Decreto Legge n. 18 del 17 Marzo 2020,…

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