Lezioni di strategia: il riccio e la volpe

Segnaliamo un interessante testo che parte dalla storia, anche quella più antica, per distillare tante pillole di concetti strategici. Che cosa è la strategia? Le lezioni possono essere utili anche nel modo del business? E’ meglio essere ricci o volpi? Soprattutto la risposta a quest’ultimo quesito nasce dalla lettura affascinante del testo

Il titolo di questo libro è anodino: di quale strategia si parla?

Il concetto di strategia è vastissimo e parte dall’ambiente militare. Il primo capitolo, infatti, racconta di Serse, Re dei Re persiano di fronte all’Ellesponto all’inizio della fallimentare campagna di invasione della Grecia. Ma il racconto delle disavventure di Serse, della battaglia delle Termopili, di Salamina, è solo una scusa: una scusa per analizzare la parola strategia e darne un significato estensivo, che va dalla politica alla vita di tutti i giorni, alla vita economica, fino al marketing.

Ogni capitolo parte da un episodio storico per raccontare il concetto di strategia, per far capire come le lezioni del passato sono valide anche oggi perché si tratta di idee astratte che si adattano a diversi casi concreti. I problemi che deve affrontare Serse generano dubbi sui comportamenti che sono gli stessi che hanno gli studenti universitari (il testo nasce da corsi universitari in tema di strategia) oppure gli imprenditori nelle scelte aziendali.

La strategia, anzi la Grande Strategia (Grand Strategy è il termine tecnico inglese), non riguarda il movimento degli eserciti sul campo di battaglia, bensì concetti molto più basici: definizione di obiettivi, analisi delle risorse, gestione del consumo delle risorse, adattamento alle condizioni ambientali, gestione degli uomini al proprio comando… Sono concetti con cui imprese e professionisti si scontrano tutti i giorni.

Per tornare al primo esempio storico, quello di Serse: il suo problema era l’attrito, ma in fondo cos’è l’attrito se non il consumo di risorse per giungere all’obiettivo? E l’analisi strategica deve partire da una corretta valutazioni fra aspirazioni, obietti e risorse che devono essere sullo stesso piano.

Altro aspetto fondamentale dell’analisi strategica è la capacità di adattare gli schemi ricorrenti (pensiamo alla modernità de “L’arte della guerra” di Sun Tzu) al contesto ambientale: la capacità del leader è quella di adattare le sue opzioni al contesto in cui manovra ed a gestire le scelte nei tempi opportuni… In fondo si tratta spesso di scegliere fra essere ricci o volpi, come diceva Isaiah Berlin parlando di lettura….

Ma non rubiamo spazio all’autore che ha insegnato per due decenni strategia a Yale, il quale da ogni episodio storico narrato distilla tante pillole di nozioni strategiche.

E’ simpatico segnalare che i maestri di strategia non saranno i canonici strateghi e letterati militari: Tucidide, Sun Tzu, Macchiavelli, Napoleone, von Clausewitz, Liddel Hart, ma soprattutto personaggi che con la strategia militare c’entrano poco: Archiloco, Shakespere, Tolstoj, Jane Austen, Francis Scott Fitzgerald, proprio ad insegnamento che i concetti illustrati escono dal campo della canonica storia militare.

In fondo secondo il Wall Street Journal si tratta di un libro che tutti coloro che hanno un ruolo da leader (e l’imprenditore deve essere il leader della sua impresa) dovrebbero leggere.

Riferimenti bibliografici

John Lewis Gaddis, Lezioni di Strategia, Mondadori, pagg.

11 maggio 2019
Luca Bianchi

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Per altri suggerimenti di lettura su leadership e strategia:

L’abate e il manager: lezioni di leadership e management fra le mura di un monastero

 

 

 

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