Le consulenze tecniche d'ufficio

1.1 Le consulenze tecniche
1.1.1 Natura e funzioni del consulente tecnico
La consulenza tecnica svolta nell’ambito di procedimenti giudiziari è prevista dal codice di procedura civile agli artt. da 61 a 64 per i quali il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica. La scelta dei consulenti tecnici deve essere formalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali.

Il consulente compie le indagini che gli sono commissionate dal giudice e fornisce, in udienza e in camera di consiglio, i chiarimenti che il giudice gli richiede.

Si ricorda che il procedimento civile è informato al c.d. “principio dispositivo” per il quale sono le parti a fornire al giudice gli elementi necessari per la soluzione della lite: la consulenza tecnica, nell’ambito dell’attività istruttoria, non rappresenta un mezzo di prova ma è soltanto un ausilio con il quale il giudice affida ad un esperto la valutazione di atti per i quali è richiesta, appunto, una specifica competenza scientifica.

La consulenza tecnica è pertanto un mezzo di valutazione di atti già acquisiti che non rientra nella libera disponibilità delle parti ma nei poteri discrezionali del giudice, che può decidere in ordine alla sua necessità o opportunità.

Il consulente nominato dal giudice ha l’obbligo, penalmente sanzionato, di prestare la sua opera, salvo che non ricorra un giusto motivo di astensione.

Il C.T.U. deve esaminare soltanto gli atti e i documenti prodotti in causa; con il consenso di tutte le parti può essere autorizzato all’esame anche di documenti non prodotti in cau- sa. A miglior precisazione di tale precetto si osserva che il C.T.U. può utilizzare, anche senza specifica autorizzazione del giudice, tutti gli elementi necessari per rispondere ai quesiti posti purché gli stessi siano configurabili quali dati accessori rientranti nell’ambito strettamente tecnico della consulenza.

Particolare attenzione deve essere posta al momento della formulazione dei quesiti per i quali sarebbe sempre opportuno coinvolgere lo stesso C.T.U., poiché talvolta le parti chiedono di rivolgere al consulente domande generiche o non rilevanti o addirittura in- dagini su fatti che le stesse hanno l’onere di provare.

In linea di principio il quesito dovrebbe essere formulato in modo specifico delimitando esattamente il campo di indagine che viene affidato al consulente nominato.

Si ricorda che la Corte di Cassazione, intervenuta più volte sull’argomento, ha di volta in volta precisato che al consulente tecnico non si possono attribuire:

a) incarichi che si risolvono nella determinazione in concreto della volontà normativa, in relazione al rapporto dedotto in giudizio;

b) compiti di valutazione e definizione di situazioni giuridiche che integrano, quale giu- dizio, l’indefettibile natura della funzione giurisdizionale;
c) l’individuazione delle norme che disciplinano le singole fattispecie dedotte in giudizio;
d) compiti di interpretazione e valutazione della prova documentale, assumendo conclusioni sull’esistenza o meno di obbligazioni a carico dell’una o dell’altra parte.

All’udienza fissata per il conferimento dell’incarico il consulente giura di “bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di far conoscere al giudice la verità”, secondo la formula di cui all’art. 193 c.p.c. Il giudice formula quindi il quesito precisando le modalità e il termine assegnato per lo svolgimento dell’incarico. Il C.T.U. deve indicare il luogo e la data di inizio delle operazioni peritali e l’inserimento nel ver- bale di udienza di tali indicazioni evita di dover nuovamente avvertire le parti e i loro eventuali consulenti di parte.

Il termine per il deposito della relazione è di tipo ordinatorio e l’eventuale mancato rispetto, anche di eventuali proroghe concesse, non provoca la nullità …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it