Le disposizioni comunitarie in materia di cooperazione giudiziaria e di polizia per l’aggressione dei patrimoni illecitamente detenuti nel territorio della Comunità

Con il D.Lgs. 29 ottobre 2016 n. 202 è stata data attuazione nell’ordinamento nazionale alla direttiva 2014/42/UE relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione europea.
Il suddetto intervento normativo di attuazione si pone nel solco delle iniziative legislative che di recente hanno interessato il sistema italiano, al fine di adeguare lo stesso alle misure comunitarie volte all’implementazione dell’interscambio informativo di polizia tra gli Stati Membri, nonché all’efficientamento degli strumenti di cooperazione giudiziaria.
In particolare1:

con il D.Lgs. 23 aprile 2015, n. 54, è stata recepita la Decisione Quadro 2006/960/GAI, la quale mira a semplificare e rendere più celeri le procedure di scambio informativo tra le “autorità incaricate dell’applicazione della legge”, prevedendo la possibilità di rifiutare di fornire le informazioni o le notizie di intelligence solo in determinati casi tassativi, secondo il cosiddetto “principio di disponibilità”, in virtù del quale i dati rilevanti ai fini di law enforcement possono circolare nel territorio europeo senza risentire dei limiti delle frontiere nazionali e delle diversità degli ordinamenti giuridici.

A tale riguardo, la normativa comunitaria introduce elementi di accelerazione prevedendo una procedura unica, rispetto ai diversi strumenti di cooperazione esistenti nell’ambito dell’acquis di Schengen a seconda delle specifiche tipologie di reati o fenomeni criminali, nonché attraverso la fissazione di termini stringenti entro i quali assolvere agli obblighi di comunicazione (otto ore per le informazioni richieste con procedura d’urgenza e sette o quattordici giorni per la procedura ordinaria);

con il Decreto Legislativo 15 febbraio 2016 n. 34, con il quale è stata recepita la decisione quadro n. 2002/465/GAI del Consiglio del 13 giugno 2002, disciplinante le citate Squadre Investigative Comuni;

Decreto Legislativo 15 febbraio 2016 n. 35, attuativo della decisione quadro 2003/577/GAI del Consiglio del 22 luglio 2003, inerente l’esecuzione nell’Unione Europea dei provvedimenti di blocco o di sequestro probatorio.

Ritornando al contenuto del D.Lgs. n. 202/2016, si evidenzia che lo stesso ha apportato notevoli modifiche al codice penale, nonché alle leggi speciali, al fine di adeguare le stesse alla linea comunitaria volta a rafforzare l’azione di contrasto, sul piano patrimoniale, delle più gravi forme di criminalità.
In particolare:

è stato modificato l’art. 240, c. 2, n. 1-bis, c.p., prevedendo l’obbligatorietà della confisca, anche nella forma per equivalente, dei beni strumentali alla commissione dei reati di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici, diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico, installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche, falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche, intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche, falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità; danneggiamento di sistemi informatici o telematici, danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità, frode informatica, frode informatica del soggetto che presta servizi di …

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