Il nuovo bonus scuola: credito d’imposta del 65% su erogazioni liberali in denaro a favore della scuola

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 29 agosto 2015

dopo l'art bonus, il Governo ha creato il 'bonus scuola' per incentivare le erogazioni alle scuole

Dall’art. 1, c. 145, della L. n. 107/2015, riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, arriva il bonus scuola.

Infatti, detta norma, sulla falsariga di quanto disposto per il cd. art-bonus1, prevede che “per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti, spetta un credito d'imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e pari al 50 per cento di quelle effettuate nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016”.

Il credito d'imposta è riconosciuto alle persone fisiche nonchè agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d'impresa e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese.

 

In forza di quanto previsto dal comma 147, dell’articolo 1 il credito d'imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo e le spese sono ammesse al credito d'imposta nel limite dell'importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d'imposta.

Per i soggetti titolari di reddito d'impresa, il credito d'imposta, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive.

Il credito d'imposta è riconosciuto a condizione che le somme siano versate in un apposito capitolo dell'entrata del bilancio d