Il problema della cancellazione dei crediti di dubbia e difficile esazione (prima parte)

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 1 aprile 2015

per gli enti locali la gestione dei crediti di dubbia esigibilità è uno degli aspetti più importanti relativi alla predisposizione del bilancio

Mentre i responsabili sono alle prese con la fase di riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, particolare problema in tale fase viene rappresentato dalla possibilità di stralciare i crediti di dubbia esigibilità in considerazione della loro vetustà. Il vantaggio della cancellazione definitiva di tali crediti attivi e duplice, da un alto sarà possibile beneficiare della facoltà riconosciuta ai nuovi enti non sperimentatori, di spalmare l’eventuale disavanzo ottenuto dalla loro cancellazione fino a trent’anni, e dall’altro la riduzione della massa dei residui attivi creerà meno problemi di eventuali disavanzi in occasione del calcolo del Fondo crediti di Dubbia Esigibilità nel successivo conto consuntivo dell’anno 2015. Proprio al fine di evitare tali comportamenti opportunistici, la Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, nella deliberazione n.4/2015 avverte le Sezioni regionali di controllo, di procedere alla puntuale verifica delle operazioni condotte dai Comuni in merito proprio allo stralcio dai loro bilanci dei residui attivi vetusti.

La preoccupazione della nomofilachia è quella non solo del comportamento opportunistico che spingerebbe i Comuni all’eliminazione dei propri residui attivi per beneficiare della possibile distribuzione in 30 anni del disavanzo ottenuto, ma soprattutto nell’abbandonare la stessa possibilità delle azioni di recupero che verrebbero frustrate dalla loro cancellazione.

Sulla preoccupazione da parte degli enti locali riguardanti le disposizioni della legge finanziaria 2015, sul difficile recupero dei ruoli presso Equitalia per importi di tasse e tributi inferiori ai 300 Euro, con comunicato del 03/03/2015 la stessa Equitalia rassicurava gli enti locali precisando che “L'articolo 1, comma 688, della legge di Stabilità (legge 23 dicembre 2014, n.190) prevede che gli Enti credit