Collegio sindacale: partecipazione attiva o presenza passiva nelle riunioni degli organi societari?

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 17 ottobre 2014

i membri del collegio sindacale devono partecipare alle riunioni degli organi societari per legge: cosa implica per i sindaci questo obbligo? quali responsabilità possono sorgere per i sindaci da questa partecipazione?

Le assemblee ordinarie e straordinarie dei soci, unitamente ai consigli di amministrazione, rappresentano le sedi naturali in cui vengono assunte le decisioni fondamentali della vita della società. La prassi quotidiana segnala, sempre più di frequente, atteggiamenti da parte dei management aziendali tesi a sminuire la partecipazione (attiva) degli organi di controllo nell’ambito delle riunioni degli organi societari che, in virtù di quanto testualmente previsto dall’art. 2405 c.c. avrebbero solo il potere (dovere) di presenziare alle adunanze ed alle assemblee.



Regola civilistica

Il primo comma dell’art. 2405 c.c. (titolato “Intervento alle adunanze del consiglio di amministrazione e alle assemblee”) stabilisce che “… I sindaci devono assistere alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee e alle riunioni del comitato esecutivo…. Il dato letterale lascia poco spazio ad essere interpretato.

Esiste un vero e proprio obbligo in capo agli amministratori di convocazione dell’organo di controllo, ed un corrispondente dovere dei componenti del collegio sindacale di partecipazione. La norma è pressoché identica a quella previgente, eccetto per il fatto che la riforma del diritto societario ha imposto all’organo di controllo l’obbligo di assistere anche alle riunioni del comitato esecutivo mentre in precedenza era prevista una semplice facoltà.

Tant’è che il comma 2 del medesimo art. 2405 c.c. recita “… I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle assemblee o, durante un esercizio sociale, a due adunanze consecutive del consiglio di amministrazione o del comitato esecutivo, decadono dall’ufficio…”.

In tale ottica, la logica della previsione è certamente rintracciabile nella strumentalità per l’efficace svolgimento dei compiti cui i sindaci sono investiti.

La decadenza si verifica in modo automatico, senza che sia necessaria alcuna delibera assembleare quale conseguenza dell’assenza ingiustificata del sindaco alle adunanze del consiglio di amministrazione o alle assemblee dei soci (Corte di Cassazione, 01.04.1982, sent. n. 2009).

L’inosservanza dell’obbligo di assistenza da parte dei sindaci, tuttavia non rileva ai fini della validità della delibera assembleare adottata in presenza di regolare convocazione1, o delle delibere del consiglio di amministrazione.



Adunanze del C.d.A. e riunioni dei soci : presenza (attiva) dell’organo di controllo

Come già osservato, l’obbligo normativo imposto al collegio sindacale è quello di assistere alle riunioni degli organi sociali.

Secondo una corrente di pensiero, assistere alle adunanze del C.d.A. ed alle assemblee dei soci significa presenziare alle riunioni, ciò interpretando la volontà legislativa che ha inteso utilizzare nel testo dell’art. 2405, cc. 1, c.c., l’espressione assistenza in luogo di partecipazione che sarebbe stata più appropriata intesa come presenza attiva.

Tale posizione, a nostro avviso, suscita parecchie perplessità e si pone in contrasto con i prevalenti indirizzi interpretativi, dottrinari e di prassi contabile.

Va sottolineato, infatti, come l’orientamento dominante ritiene che ai sindaci deve essere conse