L’attuale contabilizzazione e destinazione di entrate tributarie straordinarie: possibilità di anticipare la competenza finanziaria rafforzata

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 3 giugno 2014

i residui attivi sono le voci più pericolose nei bilanci dei comuni: vediamo alcune opzioni per una più corretta contabilizzazione degli incassi relativi al recupero di imposte pregresse

Il quesito posto da un comune riguarda la transazione posta in essere con una società per il pagamento di entrate tributarie (ICI) di anni precedenti, prospettando le seguenti contabilizzazioni alternative:

a) allocazione fra le entrate di natura straordinaria e contabilizzazione nell’ambito del titolo IV dell’entrata (con iscrizione dell’accertamento in aderenza ai tempi di pagamento concordati con la controparte), e conseguente parallela eliminazione dei residui attivi accertati nei vari esercizi precedenti;

b) allocazione in entrata nell’ambito del Titolo I (con iscrizione dell’accertamento in conformità ai tempi di pagamento concordati con la controparte), e conseguente parallela eliminazione dei residui attivi accertati nei vari esercizi precedenti.

Tali alternative discendono dalla possibilità che tale entrata, di natura straordinaria, possa essere destinata alla realizzazione di investimenti per opere pubbliche.

La soluzione al quesito è stato oggetto di specifica deliberazione, da parte della Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Lombardia, n.175 depositata in data 16/05/2014.



I PRINCIPI DI CONTABILIZZAZIONE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE

Il collegio contabile rileva in via preliminare i seguenti principi contabili:

  • l’art. 165 del TUEL (struttura del bilancio), distingue le entrate in “titoli”, fra i quali, ai fini dei dubbi posti dal Comune istante, assumono rilevanza il primo (entrate tributarie) ed il quarto (entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti). Le entrate sono contabilizzate in base alla loro natura (tributarie; da contributi e trasferimenti correnti; extra tributarie; da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti; da accensioni di prestiti; da servizi per conto di terzi), senza che assuma rilevanza, ai fini dell’allocazione a bilancio, il titolo in base al quale le entrate medesime vengono accertate. Da ciò discende che una entrata da imposta comunale va allocata al titolo primo del bilan