L’attuale contabilizzazione e destinazione di entrate tributarie straordinarie: possibilità di anticipare la competenza finanziaria rafforzata

i residui attivi sono le voci più pericolose nei bilanci dei comuni: vediamo alcune opzioni per una più corretta contabilizzazione degli incassi relativi al recupero di imposte pregresse

Il quesito posto da un comune riguarda la transazione posta in essere con una società per il pagamento di entrate tributarie (ICI) di anni precedenti, prospettando le seguenti contabilizzazioni alternative:

a) allocazione fra le entrate di natura straordinaria e contabilizzazione nell’ambito del titolo IV dell’entrata (con iscrizione dell’accertamento in aderenza ai tempi di pagamento concordati con la controparte), e conseguente parallela eliminazione dei residui attivi accertati nei vari esercizi precedenti;

b) allocazione in entrata nell’ambito del Titolo I (con iscrizione dell’accertamento in conformità ai tempi di pagamento concordati con la controparte), e conseguente parallela eliminazione dei residui attivi accertati nei vari esercizi precedenti.

Tali alternative discendono dalla possibilità che tale entrata, di natura straordinaria, possa essere destinata alla realizzazione di investimenti per opere pubbliche.

La soluzione al quesito è stato oggetto di specifica deliberazione, da parte della Corte dei Conti sezione regionale di controllo per la Lombardia, n.175 depositata in data 16/05/2014.

I PRINCIPI DI CONTABILIZZAZIONE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE

Il collegio contabile rileva in via preliminare i seguenti principi contabili:

  • l’art. 165 del TUEL (struttura del bilancio), distingue le entrate in “titoli”, fra i quali, ai fini dei dubbi posti dal Comune istante, assumono rilevanza il primo (entrate tributarie) ed il quarto (entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti). Le entrate sono contabilizzate in base alla loro natura (tributarie; da contributi e trasferimenti correnti; extra tributarie; da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti; da accensioni di prestiti; da servizi per conto di terzi), senza che assuma rilevanza, ai fini dell’allocazione a bilancio, il titolo in base al quale le entrate medesime vengono accertate. Da ciò discende che una entrata da imposta comunale va allocata al titolo primo del bilancio sia che abbia fonte in un atto di autoliquidazione da parte del contribuente, sia in un accertamento degli uffici dell’ente, sia nella formazione di un ruolo, sia infine in un provvedimento giurisdizionale che chiude un contenzioso;

  • Il DPR n. 194/1996 (Regolamento per l’approvazione dei modelli concernenti l’ordinamento finanziario e contabile degli enti locali) suddivide i titoli dell’entrata in categorie, prevedendone tre per le entrate tributarie (1 imposte; 2 tasse; 3 tributi speciali ed altre entrate tributarie) e sei per le entrate da alienazioni, trasferimenti di capitale e riscossioni di crediti (1 alienazione di beni patrimoniali; 2 trasferimenti di capitale dallo Stato; 3 trasferimenti di capitale dalla regione; 4 trasferimenti di capitale da altri enti del settore pubblico; 5 trasferimenti di capitale da altri soggetti; 6 riscossione di crediti);

  • L’art. 179 TUEL, nell’elencare le modalità sulla cui base si iscrive un accertamento, distingue secondo la natura dell’entrata, non del relativo titolo (il comma 2 precisa che l’accertamento delle entrate di carattere tributario avviene a seguito di emissione di ruoli o di altre forme stabilite per legge; per le entrate patrimoniali e per quelle provenienti dalla gestione di servizi a carattere produttivo avviene a seguito di acquisizione diretta o di emissione di liste di carico; per le altre entrate avviene sulla base di contratti, provvedimenti giudiziari o atti amministrativi specifici, etc.).

LA CORRETTA CONTABILIZZAZIONE

Dopo aver il collegio contabile effettuate le citate premesse contabili, entra nel merito del quesito posto dal Comune istante, chiarendo come un’entrata di natura tributaria, anche se avente fonte in un provvedimento giurisdizionale o in un accordo fra le parti che chiude un contenzioso, va allocata al titolo I dell’entrata (entrate tributarie), nella pertinente categoria elencata dal DPR n. 194/1996 (1ª imposte; 2ª tasse; 3ª…

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