Le Zone Franche Urbane: un’interessantissima opzione per il rilancio dell’economia


Le Zone Franche Urbane (ZFU) rappresentano un importante volano per lo sviluppo economico delle aree svantaggiate di un Territorio, permettendo, attraverso politiche di defiscalizzazione, una maggiore competitività delle aziende e un generale miglioramento della qualità di vita della collettività che vi risiede. Numerosi studi scientifici evidenziano che gli Stati che vi hanno fatto ricorso hanno tratto vantaggi tanto economici quanto sociali. Si vuole ricordare, a titolo di esempio: Dublino, Barcellona, Londra, Le Canarie, i Paesi Baschi, Madeira, Le Azzorre, Amburgo…

Con l’art. 37 del D.l. n. 179/2012 del 18 Ottobre 2012 l’esecutivo Monti ha inteso riprogrammare le agevolazioni fiscali e contributive previste dalla legge 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), prevedendo a favore delle piccole e micro imprese localizzate nelle Regioni Convergenza (tutte meridionali) l’esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi, dell’Irap, dell’IMU e dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Il 19 marzo 2013, il Ministro dello Sviluppo Economico ha approvato il Decreto attuativo delle Zone Franche Urbane che sono complessivamente 44, individuate tutte nelle Regioni meridionali: Campania, Puglia, Calabria, Sicilia più (in via sperimentale) i Comuni della Provincia Sarda di Carbonia-Iglesias.

I finanziamenti provengono dalla riprogrammazione dei fondi europei del periodo 2007-2013, dalle risorse regionali e della terza fase della riprogrammazione del Piano di azione e coesione che ha già liberato a fine 2012 ben 377 milioni di euro.

I Comuni interessati dalle agevolazioni sono: Torre Annunziata, Napoli est, Mondragone, Aversa, Benevento, Casoria, Portici (centro storico), Portici (zona costiera), San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata, Andria, Lecce, Taranto, Barletta, Foggia, Lucera, Manduria, Manfredonia, Molfetta, San Severo, San Teramo in Colle, Crotone, Lamezia Terme, Rossano, Corigliano, Cosenza,Reggio Calabria,Vibo Valentia, Aci Catena, Acireale, Catania, Erice, Gela, Barcellona Pozza di Gotto, Castelvetrano, Giarre,Messina, Sciacca, Termini Imerese, Trapani, Bagheria, Enna, Palermo (Brancaccio), Palermo (Porto), Vittoria.

Possono accedere alle agevolazioni fiscali le micro e piccole imprese a patto che siano state già costituite prima dell’istanza e siano attive all’interno della zona franca designata. Non devono essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali. La piccola impresa deve avere almeno un dipendente che svolga a tempo pieno o parziale in loco (cioè nella zona franca) la totalità delle ore lavorate. La stessa impresa deve dimostrare inoltre di realizzare nella ZFU almeno un quarto del volume d’affari complessivo. Modalità e tempi per presentare domanda saranno definiti e pubblicizzati dalla Agenzia delle Entrate. Le agevolazioni saranno fruibili in compensazione utilizzando il modello F24. Gli incentivi e le agevolazioni, nonché le modalità e i termini delle agevolazioni saranno concesse secondo il regime “de minimis”, con tetto cioè fissato a 200 mila euro.

Le aziende che vogliono accedere alle agevolazioni devono avere inoltre i seguenti requisiti :

  1. numero di dipendenti non superiore a 50;

  2. volume di affari annuo non superiore a 10 milioni di euro;

  3. capitale non detenuto direttamente o indirettamente per una quota pari almeno al 25% da un’impresa o più imprese il cui volume d’affari annuo superi 50 milioni;

Sono escluse, invece, dalle agevolazioni le aziende che operano nei seguenti settori:

  1. costruzione automobili,

  2. costruzioni navali,

  3. fabbricazione fibre tessili artificiali o sintetiche

  4. siderurgia

  5. trasporto su strada di merci.

 

Agevolazioni Imposte Dirette

L’esenzione dalle imposte sui redditi può arrivare fino ad € 100.000 per periodo d’imposta. Questo limite può essere incrementato di € 5.000 in più per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato. Lo sgravio è a scalare, dal 100% al 20%, nell’arco di quattordici periodi di imposta:

  1. l’esonero fiscale è totale nei primi cinque anni di attività (100%);

  2. dal sesto anno e fino decimo l’esonero è del 60%;

  3. dall’undicesimo al dodicesimo anno lo sgravio è del 40%;

  4. dal tredicesimo al quattordicesimo anno lo sgravio e pari al 20%;

L’esenzione dal pagamento delle imposte dirette spetta sino alla concorrenza dell’importo di € 100.000,00 maggiorato, come detto, dal periodo in corso al momento di pubblicazione del Bando, di un importo pari a € 5.000, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all’interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana.

Qualora l’azienda ha più stabilimenti, negozi o laboratori e questi non sono localizzati tutti all’interno della zona franca urbana, l’esonero fiscale è determinato solo ed esclusivamente per l’’attività svolta all’interno della ZFU.

Se l’azienda svolge un’attività senza una sede incardinata in un luogo fisico (i.e. ambulante, agente, impresa di pulizia…) essa potrà, beneficiare dell’agevolazione fiscale a condizione che realizzi almeno il 25% del volume d’affari con clienti residenti nella ZFU e abbia assunto almeno un dipendente a tempo pieno che svolge in maniera stabile il suo lavoro nel perimetro fisico della ZFU.

 

Agevolazione Irap

L’esenzione dall’Irap durerà solo 5 anni, senza limiti , salvo il tetto del “de minimis”.

 

Agevolazioni IMU

Quanto all’IMU , per i soli immobili utilizzati per l’attività economica ed ubicati nella Zona Franca Urbana viene concessa dal legislatore l’esenzione totale per soli 4 anni, senza limiti, salvo il limitante “de minimis”.

 

Contributi previdenziali (per i soli dipendenti)

Quanto ai contributi previdenziali, per i soli contratti di lavoro a tempo indeterminato e con una validità di almeno un anno, è previsto l’esonero al versamento dei contributi, a condizione che il 30% dei dipendenti sia residente nella ZFU.

 

LO STATO DELL’ARTE

Il decreto di attuazione per diventare “operativo” necessita dei bandi che, evidentemente, non possono essere pubblicati se non vengono dotati della necessaria provvista finanziaria che sembra, poter essere trovata nelle pieghe del bilancio statale attesa il superamento in queste ore, da parte dell’Italia, del processo di infrazione intimatole dalla UE.

 

10 agosto 2013

Marcello Mazza


Partecipa alla discussione sul forum.