La cassa non può andare in rosso

Con l’ordinanza n. 4713 del 25 febbraio 2013 la Corte di Cassazione legittima l’accertamento presuntivo dell’ufficio, in presenza di una cassa negativa, che determina maggiori ricavi non contabilizzati.
La cassa in rosso rappresenta una spia di omessa contabilizzazione di ricavi equivalente al disavanzo.
Resta fermo, per il contribuente, di dimostrare motivazioni diverse della ricostruzione operata dall’ufficio (i.e. mancata rilevazione contabile di versamenti).
 
Breve nota
Già di recente, con la sentenza n. 11988 del 31 maggio 2011(ud. del 15 marzo 2011), la Corte aveva già avuto modo di affermare che “la dottrina ragionieristica e, con essa, la giurisprudenza di questa Corte hanno chiarito che, siccome la chiusura ‘in rosso’ di un conto di cassa significa, senza possibilità di dubbio, che le voci di spesa sono di entità …

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