Logistica oil, scorte petrolifere: gli obblighi comunitari ulteriori “aperture” del mercato

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 23 febbraio 2013

finalmente anche l'Italia ha recepito a gennaio 2013 la Direttiva Comunitaria che stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio greggio e prodotti petroliferi (a cura Fabrizio Stella & Nicola Monfreda)
  1. Premessa.

Come noto1, le scorte d’obbligo sono il livello minimo di prodotti petroliferi che ogni Stato deve mantenere in ragione di accordi comunitari2.

Lo schema di decreto legislativo approvato, all’esame preliminare3, dal Consiglio dei Ministri il 30 novembre 2012, recependo la Direttiva 2009/119/CE del 14 settembre 2009, ha adeguato la normativa nazionale con riguardo al trattamento delle scorte d’obbligo, con l’intento di adeguare l’attuale assetto del mercato oil alle nuove esigenze di liberalizzazione e competitività economica.

Come già detto nel nostro precedente intervento, si tratta di una vera e propria riforma “a costo zero” che dovrebbe comportare, nel medio/lungo periodo, effetti positivi sui costi dei soggetti economici del settore, eliminando oneri che, di norma, traslano sul prezzo di vendita al consumatore finale.

Lo schema di decreto, così come approvato all’esame preliminare, è stato poi inviato alle Camere per il previsto controllo del Parlamento sugli atti del Governo.

Con riguardo alla Camera dei Deputati4: “Gli atti presentati dal Governo … per essere sottoposti al parere parlamentare sono riportati in due elenchi generali distinti per gli atti in senso stretto e per le proposte di nomina, ciascuno caratterizzato da un'autonoma numerazione progressiva. Per gli atti in senso stretto sono predisposti ulteriori elenchi distinti in base alla tipologia degli atti (decreti legislativi, regolamenti, testi unici di disposizioni legislative e regolamentari, altri atti). Sono altresì disponibili elenchi degli atti e delle proposte di nomina distinti in base alla Commissione alla quale ciascun atto è assegnato ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del Regolamento (con appositi elenchi per le Commissioni riunite). Gli atti normativi assegnati anche alla V Commissione (per i rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento) o alla XIV Commissione (per i profili di compatibilità con la normativa comunitaria ai sensi dell'articolo 126, comma 2, del Regolamento) sono riportati altresì nelle pagine relative alle medesime Commissioni. All'interno di ciascun elenco gli atti sono suddivisi tra quelli ancora all'esame della Commissione e quelli di cui si è concluso l'esame. Tali elenchi sono consultabili anche a partire dalle pagine del sito dedicate a ciascuna Commissione. In ciascun elenco, gli atti compaiono secondo il numero progressivo che viene attribuito al momento della presentazione. Per ogni atto sono indicati il tipo di atto, il titolo, le norme in base alle quali l'atto è stato trasmesso al Parlamento e il soggetto che vi ha provveduto, la data di annuncio all'Assemblea, lo stato dell'iter complessivo, i dati relativi all'assegnazione alle Commissioni, con indicazione del termine per l'espressione del parere, e i dati relativi all'eventuale esito dell'esame in Commissione, con l'indicazione sintetica del parere espresso e della data di conclusione dell'esame. Sono inoltre riportate, sotto la voce "Esame in", le sedute nelle quali l'atto è stato esaminato nonché le sedute dedicate allo svolgimento di attività conoscitive, con appositi link per accedere ai relativi resoconti”, analoga procedura è prevista