Stop alla compensazione delle spese di lite, i Giudici devono condannare la parte soccombente

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 22 settembre 2012

dopo le recenti modifiche al codice di procedura civile, la compensazione delle spese di lite nel processo tributario non dovrebbe più essere una prassi giurisprudenziale data la palese illiceità di provvedimenti sulle spese motivati ad esempio nella seguente maniera: “sussistono giusti motivi per compensare le spese”

PRINCIPIO

In ordine al nuovo testo dell'art. 92 c.p.c. si è consolidato l'orientamento per il quale le "gravi ed eccezionali ragioni", da indicarsi esplicitamente nella motivazione ed in presenza delle quali - o, in alternativa alle quali, della soccombenza reciproca - il giudice può compensare, in tutto o in parte, le spese del giudizio, devono trovare puntuale riferimento in specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa e comunque devono essere appunto indicate specificamente. Non è consentito, alla stregua del testo attualmente vigente dell'art. 92 c.p.c., al giudice compensare le spese del giudizio con la mera asserzione della sussistenza di giuste ragioni, occorrendo invece la previa individuazione e l'esplicita e puntuale descrizione in motivazione di gravi ed eccezionali ragioni, diverse dalla soccombenza reciproca. Il codice di rito prevede che, affinché il giudice possa disporre in tal senso, occorrono la previa individuazione e l’esplicita e puntuale descrizione in motivazione di gravi ed eccezionali ragioni diverse dalla soccombenza reciproca. Tale interessante assunto è stato precisato dalla Cass. civ. Sez. III,con sentenza del 20-04-2012, n. 6279.

 

Compensazione delle spese di giudizio

Sino alla novità apportata dalla L. n. 69/2009 all’art. 92 c.p.c., la compensazione delle spese poteva essere disposta, oltre che per soccombenza reciproca, anche per “giusti motivi”. Secondo la novella, ferma restando la possibilità di compensare le spese per soccombenza reciproca, occorrono “gravi ed eccezionali ragioni”, il che è sintomatico della volontà del legislatore di ridurre le ipotesi di compensazione delle spese.

Il giudice salvo il caso di soccombenza reciproca può procedere alla compensazione solo se concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate nella motivazione. Casi di soccombenza reciproca sono, ad esempio, il rigetto delle richieste di ambedue le parti, la rinuncia ad alcune domande, l'accoglimento di alcune domande o di alcuni capi della domanda.

La modifica è stata realizzata proprio con l'intento specifico di incidere sulla comoda e ormai consolidata prassi dei giudici anche tributari di dichiarare compensate le spese del giudizio in assenza di gravi ed eccezionali ragioni. Tale modifica legislativa, applicabile nel processo tributario in virtù del principio di integrazione di cui all’articolo 1 del D.lgs. 546/92, vuole garantir