Fondo spese: fatturazione entro 60 giorni e determinazione del fatturato

La fatturazione del fondo spese da parte di commercialisti, notai e avvocati può avvenire entro 60 giorni. Si tratta di una disposizione di legge prevista fin dal 1974, che può anche dar modo ai professionisti di ridurre il fatturato e usufruire degli attuali benefici relativi alla sospensione dei termini di versamento dell’Iva, delle ritenute e dei contributi, disposta dal c.d. decreto liquidità.

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Fatturazione del fondo spese

I Commercialisti, Notai e avvocati, se ricevono un fondo spese indistinto di compensi e spese, possono procedere alla fatturazione entro il termine ultimo di 60 giorni.

Il comportamento è perfettamente legittimo e lo prevede l’art. 3 del DM 31 ottobre 1974.

La disposizione può essere utilizzata per ridurre legittimamente il fatturato e beneficiare della sospensione dei termini di versamento dell’Iva, delle ritenute e dei contributi, disposta dall’art. 18 del c.d. decreto liquidità.

 

L’art. 3 del D.M. 31 ottobre 1974

La disposizione consente di spostare in avanti il termine di emissione della fattura in quanto si presume che il professionista, il quale ha ricevuto dal cliente una somma indistinta di spese e compensi, non è in grado di emettere la relativa fattura.

Infatti, le spese anticipate per conto del cliente sono escluse dal computo della base imponibile Iva ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972.

Non sarebbe corretto applicare l’Iva sui predetti oneri.

Conseguentemente, l’articolo 3 del decreto in commento attribuisce al professionista un termine di 60 giorni, dalla costituzione del fondo spese indistinto, per procedere all’emissione della fattura.

La condizione essenziale per poter beneficiare dell’applicazione della disposizione in commento è che il professionista ponga in essere una prestazione che richieda l’anticipazione di spese escluse da Iva.

Diversamente, in mancanza di qualsiasi spesa, la fattura dovrà essere immediata salvo il caso in cui il professionista non intenda avvalersi della fatturazione differita prevista dall’art. 21, comma 4 del D.P.R. n. 633/1972.

Deve però osservarsi che la fattura può considerarsi emessa tempestivamente qualora non venga oltrepassato il predetto termine di 60 giorni rispetto alla data di costituzione del fondo spese indistinto.

Pertanto, anche nel caso in cui il professionista abbia eseguito precedentemente la prestazione e sia teoricamente in grado di distinguere i compensi dalle spese, quindi di emettere la fattura, potrà liberamente scegliere di emettere il documento anche allo spirare del sessantesimo giorno.

La soluzione si desume letteralmente dall’art. 3 in rassegna.

La norma consentirà, quindi, di incidere sull’ammontare del fatturato dei mesi di marzo e aprile dell’anno 2020 in modo da ottenere la riduzione del 33 per cento dello stesso rispetto ai corrispondenti periodi dello scorso anno.

 

Fatturazione del fondo spese e nozione di fatturato

Il fatturato è una nozione non tecnica che si differenzia dal volume d’affari di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972.

Infatti, può essere definito in prima approssimazione come la sommatoria delle fatture emesse anche se relative alla cessione di beni ammortizzabili.

L’Agenzia delle entrate ha fornito con la Circolare n. 9/E del 13 aprile scorso alcune indicazioni relative ai criteri di determinazione del fatturato.

In particolare, si deve fare riferimento alla data della fattura, ma tenendo conto anche del momento di effettuazione dell’operazione e della partecipazione dell’operazione alla liquidazione periodica. 

Ad esempio, in generale, se il professionista ha incassato il compenso professionale nel corso del mese di aprile con la contestuale emissione della fattura che però è stata registrata il 10 maggio, l’operazione concorrerà alla formazione del fatturato nel mese di aprile.

Invece, per le fatture emesse entro il termine di 60 giorni, si deve seguire la specifica disciplina di cui all’art. 3 in rassegna.

La somma ricevuta a titolo di fondo spese indistinto non ha natura di compenso, altrimenti il professionista sarebbe tenuto all’emissione immediata della fattura.

Invece la disposizione ha “assegnato” al professionista un congruo lasso di tempo per distinguere compensi e spese.

In ogni caso, come detto, la fattura deve essere trasmessa entro il predetto termine di 60 giorni rispetto alla…

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