App che sfrutta il GPS per le consegne: geolocalizzazione autorizzata, ma con riserva

La geolocalizzazione del lavoratore si ritiene per grandi linee non consentita se l’obiettivo finale è il mero controllo del lavoratore.
Ma se l’azienda installa delle app sugli smartphone in dotazione degli autisti (corrieri o riders) sia per la gestione del lavoro che per tutelare il dipendente da malori o emergenze per strada? A tale questione risponde l’INL con una nota chiarendo entro quali limiti e con quali accortezze il datore di lavoro può avvalersi del GPS per conoscere la localizzazione del lavoratore.

app che sfrutta il GPS per le consegneApp con geolocalizzazione sugli smartphone aziendali: è legittima?

 

Sebbene già in passato l’Ispettorato Nazionale del Lavoro – e prima ancora il Ministero del Lavoro – si sono espressi sulla possibilità o meno di installare strumenti di geolocalizzazione sui mezzi in uso ai dipendenti e di proprietà dell’azienda, l’INL è tornato nuovamente sull’argomento con la Nota n. 9728 del 12 novembre 2019, con la quale ha specificato se sia possibile ed eventualmente a quali condizioni, installare un’app che sfrutta il gps sugli smartphone delle società fornitrici di servizi di trasporto o di corriere cui è affidata l’attività di consegna di pacchi e spedizioni, la quale mediante l’accesso ai dati del GPS dello smartphone è in grado di conoscere l’esatta posizione del lavoratore.

Il tema risulta essere sempre di notevole importanza in quanto potrebbe comportare problematiche in ordine alla legittimità dell’installazione sulla base dell’articolo 4, L. n. 300/1970, motivo per cui l’INL ha dovuto fornire istruzioni e linee guida per l’installazione di tale software sugli smartphone forniti in dotazione ai dipendenti.

 

Come funziona l’app di geolocalizzazione

 

Prima di specificare cosa ha risposto l’Ispettorato, bisogna segnalare che le aziende interessate dall’eventuale installazione di tale strumento ne hanno specificato l’adozione allo scopo di fornire non una geolocalizzazione continua del lavoratore, bensì una localizzazione che si attiva solamente:

 

  1. al momento della consegna della merce; l’applicativo consentirebbe ai lavoratori di visualizzare l’elenco delle consegne da effettuare durante la giornata, di conoscere la tempestività e correttezza delle consegne da parte del committente e della ditta di trasporti e consegne, di monitorare in tempo reale le consegne e i resi rimanenti durante la giornata, e di acquisire una prova in caso di controversia con i clienti;
     
  2. nel caso di richiesta di aiuto da parte del lavoratore, (la geolocalizzazione termina alla conclusione di tale richiesta).
    Tale sistema sembrerebbe avere anche una grande utilità per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro, in quanto non solo comporta la possibilità di reperire il corriere in caso di emergenza, ma anche la possibilità che il corriere stesso segnali un’emergenza tramite questa app, in modo tale da poter chiedere soccorso o aiuto.

 

App che sfrutta il gps: consenso dell’INL all’installazione, con alcuni presupposti

 

Secondo l’Ispettorato del Lavoro, sulla base delle risultanze poc’anzi citate, la richiesta sarebbe perfettamente in linea con le cosiddette “esigenze organizzative e produttive” richieste dall’articolo 4 per installare strumenti tecnologici dai quali possa derivare un controllo in quanto sembrerebbero sussistere tutti i presupposti normativi per il rilascio dell’autorizzazione indipendentemente dall’effettuazione di ulteriori accertamenti tecnici preventivi.

Ma l’Ispettorato fissa anche alcuni paletti entro i quali l’installazione può essere effettuata, infatti:

 

  1. l’azienda prima di installare tali strumenti deve darne apposita informativa scritta ai lavoratori ex art. 4, comma 3, L. n. 300/1970, all’interno della quale dovranno essere inserite modalità di funzionamento, effettuazione dei controlli, e infine finalità del trattamento;
     
  2. le modifiche alle modalità di funzionamento e di conservazione dei dati e della loro gestione dovranno essere comunicate preventivamente e autorizzate in conformità con quanto previsto dall’articolo 4, L. n. 300/1970;
     
  3. l’installazione e l’utilizzo dell’applicativo, nonché il trattamento, la conservazione e la protezione dei dati e delle informazioni raccolte, deve avvenire nel rispetto delle disposizioni normative in materia di protezione dei dati personali;
     
  4. l’accesso ai dati raccolti è consentito solamente per le finalità previste, e deve essere tracciato con apposite funzionalità che consentono di sapere…
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