Delega di firma: se contestata, va provata

La Cassazione si è più volte espressa nel corso di questi ultimi anni sulla questione della contestazione della delega di firma. Esaminiamo le conclusioni alle quali è pervenuta e quale il ruolo svolto dall’Amministrazione Finanziaria.

Delega di firma: se contestata, va provataDelega di firma: il parere della Cassazione

 

Con la sentenza n. 19190 del 17 luglio 2019, la Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di contestazione della delega di firma:

 

incombe all’Agenzia delle Entrate l’onere di dimostrare il corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza di eventuale delega, trattandosi di un documento, se esistente, già in possesso dell’amministrazione finanziaria, mentre la distribuzione dell’onere della prova non può subire eccezioni (Cass., 14626/2000; cass., 17400/2012; Cass., 9 novembre 2015, n. 22800).

Pertanto, non è consentito al giudice tributario attivare d’ufficio poteri istruttori, in ragione del fatto che non sussiste l’impossibilità di una delle parti di acquisire i documenti in possesso dell’altra, mentre le parti possono sempre produrre, anche in appello, nuovi documenti nel rispetto del contraddittorio, ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 58, comma 2”.

 

Precisa ancora la Corte che, in base all’art. 42, commi 1 e 3, del D.P.R. n. 600/73 gli accertamenti “sono nulli tutte le volte che gli avvisi nei quali si concretizzano non risultino sottoscritti dal capo dell’ufficio emittente o da un impiegato della carriera direttiva (addetto a detto ufficio) validamente delegato dal reggente di questo. Ne consegue che la sottoscrizione dell’avviso di accertamento – atto della p.a. a rilevanza esterna – da parte di funzionario diverso (il capo dell’ufficio emittente) da quello istituzionalmente competente a sottoscriverlo ovvero da parte di un soggetto da detto funzionario non validamente ed efficacemente delegato non soddisfa il requisito di sottoscrizione previsto, a pena di nullità, dall’art. 42, commi 1 e 3, dinanzi citato (Cass., 14195/2000)”.

Gli Ermellini, inoltre, richiamano recenti pronunce – (Cass., 29 marzo 2019, n. 8814; Cass., 19 aprile 2019, n. 11013):

 

che pur modificando il proprio orientamento (Cass., 22803/2015) in tema di delega di firma (non delega di funzioni), ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, ritenendo irrilevante la mancata indicazione del nominativo del soggetto delegato, nè della durata della delega (essendo sufficiente l’indicazione della qualifica rivestita), ha però ribadito che, in caso di contestazione specifica da parte del contribuente in ordine ai requisiti di legittimazione del sottoscrittore dell’avviso, incombe sulla amministrazione fornire la prova della sussistenza di tali requisiti in capo al sottoscrittore (cfr. paragrafo 9 della motivazione).

L’Amministrazione finanziaria, in caso di contestazione della delega di firma, è tenuta, quindi, con onere della prova a suo carico (anche per il principio di vicinanza alla prova ex Cass., 2 dicembre 2015, n. 24492), a dimostrare la sussistenza della delega, potendo produrla anche nel secondo grado di giudizio, in quanto la presenza o meno della sottoscrizione dell’avviso di accertamento non attiene alla legittimazione processuale (Cass., 14626/2000; Cass., 14195/2000; Cass., 17044/2013; Cass., 12781/2016; Cass., 14942/2013; cass. 18758/2014; Cass., 19742/2012; Cass., 332/2016; Cass., 12781/2016; Cass., 14877/2016; Cass., 15781/2017; Cass., 5200/2018)”.

 

Brevi note dalla Cassazione

 

La Corte di Cassazione, nel corso di questi anni, ha avuto modo di far sentire la sua voce: 

 

Corte di Cassazione: sentenza n. 13512 del 18 maggio 2011

 

Con la sentenza n. 13512 del 18 maggio 2011 la Corte di Cassazione ha affermato:
 

  • “che l’avviso di accertamento ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, comma 1, deve essere sottoscritto dal capo dell’Ufficio .. o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato nell’esercizio dei poteri amministrativi” (Cass. n. 18515 del 2010);  o che gli ordini di servizio emessi dal direttore a tal fine hanno valore di delega, derivando dal potere organizzativo ad esso proprio, ed in quanto tale idonea a trasmettere il potere di sottoscrizione ai sensi di cui sopra;
     
  • che quindi, ove sia…
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