Movimenti di contanti oltre 10mila euro: i controlli dipendono dai profili di rischio

Per movimenti di contanti a partire da 10.000 € al mese è automatica la comunicazione della banca all’UIF ma non il controllo

 

I dati delle movimentazioni di denaro contante comunicati da banche ed intermediari finanziari mensilmente all’UIF, ove risulti raggiunto o superato il limite mensile di 10.000 euro, implementano l’enorme mole di informazioni a disposizione dell’unità finanziaria.

Le informazioni così raccolte potranno essere utilizzate per valutare con maggiore attenzione eventuali profili di rischio di riciclaggio.

Nell’effettuare tale valutazione i dati utilizzabili dovranno essere incrociati anche con le informazioni relative all’attività esercitata dal soggetto che ha movimentato il denaro.

Le attività di commercio risultano compatibili con frequenti versamenti di denaro trattandosi dell’incasso del giorno che viene prontamente versato in banca per ragioni di sicurezza.

In tale ipotesi la comunicazione effettuata all’UIF non determina alcuna conseguenza concreta.

 

Comunicazione di movimenti di contanti oltre 10.000 euro

 

Le banche sono soggette da pochi giorni all’obbligo di comunicazione delle singole movimentazioni di denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro.

La prima comunicazione deve essere effettuata dal 2 settembre scorso e già ci si interroga sulle possibili ripercussioni se tale limite dovesse essere costantemente superato.

 

Il problema si pone soprattutto per coloro che esercitano determinate attività il cui uso di contante può essere frequente.

Si consideri ad esempio il caso degli esercenti di attività di commercio al minuto. 
Al termine della giornata lavorativa è frequente che, per ragioni di sicurezza, si proceda effettuando il versamento dell’incasso del giorno.

In tal caso è assai probabile che i versamenti eccedano tutti i 1.000 euro e quindi, che al termine del mese, il commerciante abbia effettuato versamenti di denaro contante per importi complessivamente superiori a 10.000 euro. 

In tale ipotesi la banca comunicherà all’UIF (Unità Informazione Finanziaria) l’avvenuta movimentazione del denaro per importi superiori a 10.000 euro, ma nella sostanza non dovrebbe verificarsi alcuna conseguenza.

 

L’incrocio tra i dati sui movimenti oltre 10.000 euro ed il profilo di rischio del soggetto

 

Nel caso degli esercenti attività commerciali che versano l’incasso del giorno è probabile, come detto, il raggiungimento del limite di 10.000 euro.

La banca effettuerà la comunicazione dei dati relativi alle operazioni, ma in concreto non dovrebbe verificarsi alcuna conseguenza.

movimenti contanti 10mila euro

 

L’utilizzo eccessivo e frequente del denaro contante rappresenta uno dei parametri individuati dalla Banca di Italia per tracciare il profilo di rischio ai fini del riciclaggio di coloro che ne “abusano”.

Deve però tenersi presente che la comunicazione dell’avvenuta movimentazione del contante per importi pari o superiori a 10.000 euro, contribuisce ad incrementare l’enorme mole di dati a disposizione dell’UIF da utilizzare per contrastare il riciclaggio ed il terrorismo.

I dati a disposizione dell’UIF, e contenuti nell’archivio, non saranno utilizzati automaticamente, ma costituiranno precedentemente oggetto di incrocio con ulteriori informazioni a disposizione dell’unità finanziaria che esercita l’attività di controllo.

Le frequenti movimentazioni di denaro contante effettuate a cura dagli esercenti attività commerciali sono fisiologiche rispetto al tipo di attività esercitata.

Risulta dunque alquanto improbabile che la comunicazione ricevuta dall’UIF faccia scattare la segnalazione di operazione sospetta essendo noto che chi esercita un’attività in locali aperti al pubblico effettua giornalmente versamenti di denaro contante per ragioni di sicurezza.

 

 

A cura di Nicola Forte

Martedì 17 Settembre 2019

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