Offerta di lavoro congrua: la definizione nel Decreto del Ministero del Lavoro

di Antonella Madia

Pubblicato il 31 luglio 2018

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto 10 aprile 2018 del Ministero del Lavoro, il quale si è occupato di fornire una definizione di “offerta di lavoro congrua” in caso di soggetti in stato di disoccupazione. Considerati i meccanismi di condizionalità della percezione di indennità di disoccupazione e di altre indennità, è più che utile avere bene a mente quando un soggetto può legittimamente rifiutare un’offerta di lavoro e quando invece non può farlo, pena la decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla percezione di indennità

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 162 del 14 luglio scorso, il Decreto 10 aprile 2018 del Ministero del Lavoro, il quale si è occupato di fornire una definizione di “offerta di lavoro congrua” in caso di soggetti in stato di disoccupazione. Considerati i meccanismi di condizionalità della percezione di indennità di disoccupazione e di altre indennità, è più che utile avere bene a mente quando un soggetto può legittimamente rifiutare un’offerta di lavoro e quando invece non può farlo, pena la decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla percezione di indennità.

Criteri generali per la congrua offerta di lavoro

La definizione di “offerta di lavoro congrua”, da ormai tantissimo tempo citata da disposizioni legislative, anche e soprattutto in materia di misure di sostegno al reddito e di assegno di ricollocazione, è rimasta finora un criterio definito man mano dai documenti di prassi, tanto che ai sensi dell’art. 25 del D.Lgs. n. 150/2015 spettava al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvedere alla definizione di “offerta di lavoro congrua”, su proposta dell'ANPAL, tenendo conto di alcuni principi basilari:

  1. coerenza con le esperienze e le competenze maturate;
  2. distanza dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  3. durata della disoccupazione;
  4. retribuzione superiore di almeno il 20 per cento rispetto all’indennità percepita nell'ultimo mese precedente, da computare senza considerare l'eventuale integ