Imprese sottoposte a sequestro o confisca: nuove tutele per i lavoratori

Con l’approvazione del decreto riguardante la tutela del lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate, è stato posto un punto molto importante nella difesa dei lavoratori di tali aziende, spesso “vittime inermi” di provvedimenti di sequestro o confisca dell’azienda in cui lavorano. A rimedio di tale circostanza è intervenuto così tale decreto, prevedendo forme di sostegno al reddito per tali soggetti sia in costanza di rapporto di lavoro sia in caso di cessazione.

Imprese confiscate e sequestrate: il decreto a tutela dei lavoratori

Succede spesso, quando le aziende subiscono sequestri o confische e quando sono sottoposte ad amministrazione giudiziaria, che ad andarci sotto sia il lavoratore, che spesso vede diminuire i diritti che gli spettano per la sola colpa di lavorare in un’azienda che versa in tali circostanze. Un piccolo passo per una maggiore equità in tal senso è pervenuta con il Consiglio dei Ministri n. 84 dello scorso 16 maggio, con il quale è stato approvato il Decreto Legislativo che introduce modifiche al Codice Antimafia, delegato da parte dell’art. 34 della Legge n. 161 del 17 ottobre 2017.

Con tale Decreto sono così apportate modifiche che incidono sulla tutela del lavoro nell’ambito delle imprese sequestrate e confiscate, prevedendo forme di tutela nei confronti dei lavoratori impiegati in tali aziende.

L’obiettivo di tale decreto è quello di favorire l’emersione del lavoro irregolare nonché il contrasto dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro e consentendo, ove necessario, l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali.

Trattamento di sostegno al reddito in costanza del rapporto

E proprio in quest’ottica si prevede che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali possa concedere – su richiesta dell’amministratore giudiziario e in relazione agli anni 2018, 2019 e 2020 – ai lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati a orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria fino alla loro assegnazione o destinazione, per le quali è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività, uno specifico trattamento di sostegno al reddito, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, per la durata massima complessiva di 12 mesi nel triennio, garantendo al contempo anche la copertura figurativa della contribuzione durante i periodi di concessione del trattamento in questione, ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 148/2015.

Tale trattamento sarà concesso anche nei confronti di quei lavoratori irregolari per i quali il datore di lavoro non abbia adempiuto “in tutto o in parte agli obblighi in materia di lavoro e legislazione sociale, il cui rapporto di lavoro è riconosciuto con il decreto di approvazione del programma di prosecuzione a di ripresa dell’attività di cui all’articolo 41 del decreto legislativo n. 159 del 2011 o con altri provvedimenti anche precedenti del tribunale o del giudice delegato”.

Saranno comunque esclusi dall’attivazione della procedura:

  • i lavoratori indagati, imputati o condannati per il reato di associazione mafiosa, per i reati aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, o per reati ad essi connessi;
  • il proposto, il coniuge del proposto o la parte dell’unione civile, i parenti, gli affini e le persone con essi conviventi “ove risulti che il rapporto di lavoro sia fittizio o che gli stessi .si siano concretamente ingeriti nella gestione dell’azienda”;
  • i lavoratori che abbiano concretamente partecipato alla gestione dell’azienda prima del sequestro e fino all’esecuzione di esso.

Qualora tali circostanze si verifichino in seguito alla corresponsione del trattamento, esso sarà revocato con conseguenze retroattività.

Trattamento di sostegno al reddito in caso di cessazione del rapporto

Il Decreto esaminato tiene in considerazione anche le circostanze…

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