Ricollocazione dei lavoratori di aziende in crisi: esonero del 50% del versamento contributivo a chi assume

Con Circolare congiunta dello scorso 7 giugno 2018 – precisamente la n. 11 – il Ministero del Lavoro, d’intesa con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, ha divulgato istruzioni con riferimento all’accordo di ricollocazione di cui all’articolo 24-bis del D.Lgs. n. 148/2015, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, ossia la L. n. 205/2017, articolo 1, comma 136. Tanti i benefici per i lavoratori ma soprattutto per le aziende che assumeranno tali soggetti, con un esonero del 50% del versamento contributivo.

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L’accordo di ricollocazione

La Legge di Bilancio 2018, L. n. 205/2017, con l’art. 1, comma 136, ha inserito all’interno del corpo del D.Lgs. n. 148/2015 l’art. 24-bis, rubricato “Accordo di ricollocazione”. L’obiettivo di tale introduzione risiede nella necessità di limitare il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario di integrazione salariale, nei casi di riorganizzazione ovvero di crisi aziendale per i quali non sia espressamente previsto il completo recupero occupazionale.

In tali circostanze infatti, a seguito di procedura di consultazione sindacale, è possibile ricorrere all’accordo di ricollocazione con l’obiettivo di indicare gli ambiti aziendali e i profili professionali a rischio di esubero, cosicché i lavoratori rientranti nei predetti ambiti o profili possano richiedere all’ANPAL, entro trenta giorni dalla data di sottoscrizione dello stesso accordo, l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione (di cui all’art. 23 del D.Lgs. n. 150/2015).

Con la Circolare n. 11 del 7 giugno 2018 quindi il Ministero del Lavoro – di raccordo con ANPAL – ha fornito ulteriori delucidazioni utili a comprendere come utilizzare questo nuovo strumento, estremamente importante per far fronte alle crisi aziendali.

Innanzitutto va segnalato che il comma 1 dell’articolo 24-bis prevede espressamente che per accedere all’accordo di ricollocazione e di conseguenza all’assegno di ricollocazione in favore di tali lavoratori, sarà necessario seguire la procedura di consultazione sindacale prevista dall’articolo 24 del D.Lgs. n. 148/2015, finalizzata all’attivazione di un intervento straordinario di integrazione salariale, la quale può eventualmente anche concludersi con un accordo che prevede un piano di ricollocazione.

Come stipulare l’accordo di ricollocazione

Tale accordo si ritiene essere ammissibile in tutte le ipotesi di consultazione sindacale effettuate ai sensi dell’articolo 24 del D.Lgs. n. 148/2015; non è però possibile accedere all’accordo di ricollocazione nel caso in cui l’intervento straordinario di integrazione salariale sia determinato invece da un contratto di solidarietà.

Così, per accedere all’accordo di ricollocazione sarà necessario prima di tutto effettuare una consultazione per il ricorso all’intervento straordinario di integrazione salariale, per cui all’interno del relativo verbale dovrà essere inserito – in un’apposita sezione – l’accordo con il quale le parti intendono definire il piano di ricollocazione, il quale andrà redatto in coerenza con il modello che è stato allegato alla Circolare in esame.

Una importante nota con riferimento alla possibilità di accedere all’accordo di ricollocazione, riguarda il fatto che in considerazione delle istruzioni pervenute solamente a giugno 2018, il Ministero del Lavoro ha ritenuto possibile che l’accordo di ricollocazione risulti distinto e successivo al verbale di consultazione, fino alla data del 30 settembre 2018; dall’1 ottobre in poi, gli atti dovranno essere concomitanti e legati l’uno all’altro.

A seguito dell’accordo, esso dovrà essere trasmesso ad ANPAL a cura del datore di lavoro, entro 7 giorni dalla stipula, seguendo le modalità prescritte dalla stessa Agenzia. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali condividerà poi con ANPAL l’elenco nominativo dei Lavoratori interessati alla sospensione o riduzione di orario trasmesso con la domanda…

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