IVA di gruppo: società di persone e remissione in bonis

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 20 ottobre 2017

il tema dell'IVA di gruppo: i concetti di funzionamento, il caso della capogruppo costituita in forma di società di persone, l'ipotesi della remissione in bonis

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21637 del 26.10.2016, si è pronunciata su un argomento di grande attualità: l’Iva di gruppo.

L'agenzia delle Entrate, nel caso di specie, aveva contestato ad una società di aver omesso i versamenti inerenti le liquidazioni periodiche di cui agli artt. 27 e 33 del DPR n. 633 del 1972 per l'anno 1998, negando che essa potesse fruire del regime dell'Iva di gruppo di cui all'art. 73, u.c., del DPR n. 633 del 1972 e al DM 13 dicembre 1979 n. 11065, visto che lo stesso DM 13 dicembre 1979 n. 11065 e la Circolare ministeriale 28 agosto 1986 n. 16/360711 escludevano l'applicabilità del regime dell'Iva di gruppo nel caso in cui la società controllante fosse una società di persone.

Il ricorso avanzato dalla SNC controllante veniva accolto dalla Commissione Tributaria Provinciale.

In sede di appello la Commissione Tributaria Regionale confermava poi la decisione di primo grado, affermando in particolare che la normativa IVA postula una nozione di "gruppo" diversa da quella di cui all'art. 2359 c.c., e negando dunque che vi fossero valide ragioni giuridiche per ritenere il regime dell’Iva di gruppo inapplicabile in caso di una controllante società di persone.

Avverso la decisione di appello l'Agenzia delle Entrate proponeva infine ricorso per cassazione, deducendo violazione e falsa applicazione di legge in relazione all'art. 73, comma 3, del DPR 633 del 1972 ed all'art. 2