I nuovi controlli automatizzati sui titolari di partita IVA

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L’Agenzia delle Entrate, con la pubblicazione del Provvedimento protocollo n. 110418 dello scorso 12 giugno, ha comunicato che saranno messi in atto una serie di nuovi controlli sui soggetti titolari di partita IVA.

I controlli, effettuati tramite procedure automatizzate, valuteranno quelli che sono gli elementi di rischio relativi alla tipologia e alla modalità di svolgimento dell’attività operativa, finanziaria e gestionale, con riferimento ai soggetti esercenti arti e professioni, al titolare della ditta individuale o al rappresentante legale, agli amministratori e ai soci della persona giuridica titolare della partita IVA.

Altri elementi sui quali l’Agenzia delle Entrate concentrerà la sua attività che non costituiscono però novità, riguardano le omissioni e/o incongruenze nei versamenti e negli obblighi dichiarativi.

Operativamente il controllo ha inizio in fase di richiesta di attribuzione della partita IVA nonché nella richiesta di inclusione nella banca dati dei soggetti che intendono effettuare operazioni intracomunitarie: oltre alla verifica dell’identità del richiedente, sarà controllata l’esistenza dell’attività dichiarata e l’esistenza di una sede dove l’attività sarà esercitata.

I controlli saranno effettuati entro sei mesi dalla data di attribuzione della partita IVA ma si ripeteranno ogni volta che si verifichino cambiamenti aggetto di verifica.

Qualora vengano riscontrate delle irregolarità circa gli elementi soggettivi e oggettivi previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 633/72, l’Agenzia delle Entrate può notificare al contribuente un provvedimento di cessazione della partita IVA indebitamente richiesta o mantenuta.

La cessazione della partita IVA ha effetto dalla data di registrazione in anagrafe tributaria della notifica del provvedimento.

L’Amministrazione effettuerà controlli anche nei confronti dei soggetti titolari di partita IVA che effettuano operazioni intracomunitarie: la finalità è appunto quella di contrastare comportamenti in un contesto di frodi IVA.

In questo secondo caso, al di là di sanzionare l’eventuale frode perseguita, il titolare di partita IVA può vedersi notificato un provvedimento di esclusione dalla banca dati dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie, rendendo invalida la partita IVA nel sistema elettronico VIES di cui all’articolo 17 del Regolamento UE n. 904/2010.

Il titolare di partita IVA che riceva il provvedimento di esclusione dalla banca dati VIES, può presentare all’Ufficio che ha emesso il provvedimento una specifica istanza di inclusione nella suddetta banca dati, istanza che potrà essere accolta dall’Agenzia delle Entrate una volta rimosse le irregolarità che hanno portato all’esclusione.

Il Regolamento UE n. 904/2010, relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro le frodi in materia d’Imposta sul Valore Aggiunto, ha riscritto il contenuto del Regolamento del 2003, stabilendo che ciascuno Stato membro archivia in un sistema elettronico i dati riguardanti l’identità, l’attività, l’organizzazione e l’indirizzo delle persone a cui ha attribuito un numero di identificazione IVA.

Gli stessi Stati membri devono provvedere a che le informazioni disponibili nel sistema elettronico siano continuamente aggiornate, complete ed esatte.

Devono quindi essere adottate le misure necessarie per garantire che, i dati forniti da soggetti passivi e da persone giuridiche che non sono soggetti passivi per la loro identificazione ai fini dell’IVA in conformità dell’articolo 214 della Direttiva n. 2006/112/CE, siano completi ed esatti.

19 giugno 2017

Francesco Burzacchi e Gianfranco Costa

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