IRAP: compensi elevati ed autonoma organizzazione

di Davide Di Giacomo

Pubblicato il 5 agosto 2016

siamo agli sgoccioli prima del pagamento di Unico, presentiamo un nuova segnalazione sulla debenza o meno dell'IRAP: il concetto di autonoma organizzazione che fa scattare l'assoggettabilità all'imposta non dipende dai compensi anche elevati incassati dal professionista

irap-immagineLa condizione che il professionista percepisca compensi molto alti non è indizio valido a far scattare l’assoggettamento ad Irap.

Quanto sopra è contenuto nella sent. n. 15248/2016 della Suprema Corte da cui emerge che per essere tenuti al pagamento dell’imposta devono ricorrere i requisisti dell’autonoma organizzazione.

Ennesima interpretazione fornita dai giudici di legittimità circa il corretto inquadramento delle categorie di soggetti (imprenditori e professionisti) obbligati al pagamento dell’IRAP.

Autonoma organizzazione

L’Imposta Regionale Attività Produttive (in seguito Irap) è stata introdotta con il D. Lgs. 446/1997 divenuta poi, con la Legge Finanziaria del 2008, una mera tassa, con il 90% del gettito ottenuto attribuito alle Regioni al fine di finanziare il Fondo Sanitario Nazionale.

Sono soggetti all’imposta Aziende, Enti o liberi professionisti ossia tutti coloro i quali esercitano un’attività anche non commerciale, ivi comprese le Amministrazioni Pubbliche e i produttori agricoli i quali, però, in alcuni casi, possono essere esonerati.

L’esercizio del lavoro autonomo di cui all’art. 49, c. 1, ovvero dall’art. 53, c. 1, del Tuir di cui Dpr n. 917/1986, “è escluso dall’applicazione dell’Imposta reale sulle attività produttive (Irap) solo nel caso in cui si tratti di attività non autonomamente organizzata”.

Pertanto grava sul contribuente che chieda il rimborso dell’Irap asseritamente non dovuta l’onere di provare l’assenza delle condizioni sopraelencate.

Il parametro dell’autonoma organizzazione