Riconoscimento di debito enunciato in un contratto: il pagamento dell’imposta di registro

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 4 luglio 2016

recupero dell'imposta proporzionale sulla ricognizione di un debito contenuta nel contratto che la concedente riconosceva di avere insoluto verso l'affittuaria, e, come emergeva dal contratto, convenzionalmente portato dalle parti contraenti a parziale compensazione del credito della affittuaria, sul corrispettivo da essa dovuto

ragLa Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, con la sentenza n. 249/4/16 del 15 febbraio 2016, ha affrontato una questione sempre oggetto di vivace dibattito giurisprudenziale: il tipo di tassazione, ai fini dell’imposta di registro, dell’enunciazione in atti di un riconoscimento di debito.

Nel caso di specie l'Amministrazione Finanziaria recuperava a tassazione la maggiore imposta di registro derivante dall'applicazione dell'aliquota dell’1% sull'atto di ricognizione di debito relativo al contratto d'affitto di ramo d'azienda intervenuto tra concedente e affittuaria.

L'Agenzia delle entrate, su ricorso del contribuente, si costituiva in giudizio, ribadendo, secondo l'orientamento della giurisprudenza di legittimità, la tassazione della ricognizione di debito, quale atto avente natura dichiarativa, con aliquota del 1% secondo il disposto normativo del DPR 131/86.

Nella fattispecie all’esame dei giudici era stato infatti stipulato un contratto di affitto di ramo d'azienda per € 350.000,00 annui tra le due società, con applicazione dell'imposta di registro dell’1% sull'importo dei canoni, ai sensi dell'art. 5 c. 1, lett. a-bis della Tariffa, Parte Prima dPR 131/86, oltre imposta di bollo ed imposta di € 168 in misura fissa, ex art. 40 stesso decreto, secondo