La detassazione del premio di produttività: quali opportunità ci sono?

Pubblicato il 27 febbraio 2016

la detassazione del premio di produttività è ormai definitivamente entrata a far parte delle misure adottate per ridurre il cuneo fiscale sul costo del lavoro: analizziamo in quali casi pratici il premio di produttività può essere utile per aumentare le disponibilità del lavoratore e ridurre il costo del lavoro a carico dell'azienda

applausi-immagineLa detassazione del premio di produttività è stata resa strutturale ad opera della L. n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), pertanto tale regime fiscale agevolato, che interessa il salario di produttività, è ormai definitivamente entrato a far parte delle misure adottabili per ridurre il cuneo fiscale.

Con riferimento agli importi ed ai lavoratori potenzialmente interessati dalla misura, le somme massime detassabili per il 2016 sono pari a 2.000 euro, innalzabili a 2.500 euro qualora i lavoratori siano coinvolti nell’organizzazione del lavoro, mentre, rispetto alle precedenti versioni della misura, è stata ampliata la platea dei potenziali beneficiari, in quanto la soglia di reddito dell’anno precedente da non superare per aver diritto alla detassazione, è pari a 50.000 euro.

Tale dato, normalmente, è in possesso del datore di lavoro e immediatamente verificabile: qualora invece un lavoratore, nel 2015, sia stato in tutto o in parte dipendente di altra impresa, il datore di lavoro dovrà provvedere ad acquisire un’autocertificazione da cui si evinca l’importo del reddito percepito.

Per comprendere quando risulta applicabile la detassazione, è necessario, in prima battuta, fornire una definizione di premio di risultato; si tratta di tutte quelle somme, variabili nell’ammontare, la cui corresponsione è corre