Revisore dei conti negli enti locali: compensi congrui senza minimi tariffari

di Federico Gavioli

Pubblicato il 19 novembre 2015

il compenso spettante ai revisori dei conti è stabilito dall’ente locale con la stessa delibera di nomina; a tal fine, il medesimo articolo demanda ad un decreto ministeriale l’individuazione dei limiti massimi del compenso base erogabile al revisore senza, tuttavia, stabilire alcun criterio per la corretta determinazione del compenso medesimo: tale compenso deve essere fissato con criteri di ragionevolezza e adeguatezza
 

Ai sensi del comma 7, dell’articoli 241, del D.Lgs. n. 267/2000, il compenso spettante ai revisori dei conti è stabilito dall’ente locale con la stessa delibera di nomina. A tal fine, il medesimo articolo, ai commi precedenti, demanda ad un decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, l’individuazione dei limiti massimi, da aggiornarsi periodicamente, del compenso base erogabile al revisore, in relazione alla classe demografica ed alle spese di funzionamento e di investimento dell’ente locale, ed individua, altresì, le ipotesi, e la misura, in cui detti limiti possono essere superati (cfr. DM 20 maggio 2005).

Lo studio del consiglio nazionale dottori commercialisti e esperti contabili sui criteri di determinazione del compenso spettante ai professionisti iscritti all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili nominati revisori dei conti degli enti locali (aprile 2015), ha osservato che nell’ultimo decennio si è assistito ad un sistematico processo di scardinamento del sistema tariffario delle professioni regolamentate, avviato, com’è noto, con l’abolizione della obbligatorietà dei minimi, ad opera dell’art. 2, comma 1, del D.L. n. 223/2006 (cd. decreto Bersani).

Sulle tariffe è poi intervenuto il D.L. n. 138/2011 (art. 3, c. 5, lett. d, successivamente modificato dall’art. 10, comma 12 della legge n. 183/2011), ed infine il D.L. n. 1/2012 (cd. Decreto Cresci-Italia).

In particolare, l’art. 9 del citato D.L. n. 1/2012, in materia di professioni regolamentate, e per quanto qui di interesse, dispone: “Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. Ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di un organo giu