La sospensione legale della riscossione dopo la delega fiscale

Istituto
La cd. sospensione legale della riscossione è quella procedura attraverso la quale il contribuente raggiunto da atti dell’agente della riscossione, a partire dalla cartella di pagamento, può bloccare la fase cautelare ed esecutiva presentando una dichiarazione sostitutiva di notorietà debitamente documentata, con cui dimostra l’esistenza di condizioni che rendono illegittima la prosecuzione del recupero coattivo1. L’agente della riscossione ha 10 giorni di tempo per trasmettere l’istanza e la documentazione allegata all’ente creditore (agenzia delle Entrate, Inps, e così via), cui spetta il vaglio sulla fondatezza della richiesta2. L’agente della riscossione deve a sua volta trasmettere tempestivamente la documentazione ricevuta all’ente creditore il quale, verificata la fondatezza della domanda, comunica, a seconda dei casi, l’accoglimento o il rigetto della stessa. Il contribuente può beneficiare dell’immediato “blocco” delle attività esecutive e cautelari, presentando, quindi, all’agente della riscossione una semplice autodichiarazione, ove si documenta che il credito è stato interessato da sgravi e/o sospensioni, o annullamenti (sia giudiziali che amministrativi), da decadenza e/o prescrizione, oppure che non è esigibile per altra causa. La peculiarità di siffatto istituto sta nel fatto che, in caso di inerzia dell’ente creditore protrattasi per oltre 220 giorni, il credito è annullato ope legis.
Riforma
Il decreto legislativo n. 159/2015 (“Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione, in attuazione dell’articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 11 marzo 2014, n. 23”) pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 55 del 7 ottobre 2015 e approvato dal CDM del 22 settembre 2015, apporta importanti modifiche all’articolo 1 della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Sospensione legale della riscossione). L’articolo 1 tratta della “Sospensione legale della riscossione”, apportando una serie di modifiche all’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e all’articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 6023.
Il termine per presentare le domande passa da 90 a 60 giorni
La riforma fiscale della riscossione, operata dal decreto legislativo n. 159/2015 , cambia le regole sulla sospensione legale della riscossione (articolo 1, commi 537 e seguenti della legge 228/2012), riducendo i termini di presentazione delle istanze, da 90 a 60 giorni, e l’area della casistica interessata. Fermo restando quanto previsto dal comma 537, con il D.Lgs. n. 159/2015, il predetto termine di 90 giorni è ridotto a 60 giorni. Dunque, il contribuente potrà continuare a presentare la dichiarazione di sospensione ad Equitalia (o altro agente di riscossione), ma non più nel termine di 90 giorni, bensì nel termine di 60 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione utile4 o di un atto della procedura cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario5.
 
Le ipotesi previste diventano tassative
Il comma 538 dell’articolo 1 della legge 2012/228 dispone altresì che nella richiesta di sospensione il contribuente deve darne motivazione dimostrando che l’atto (cartella di pagamento o avviso) sia stato interessato:
a) da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
b) da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
c) da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;
d) da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
e) da un …

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