Il valore probatorio delle dichiarazioni di terzi nel processo tributario: costituiscono indubbiamente elementi di cui tenere conto

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 9 novembre 2015

partendo da un caso di reale giurisprudenza, analizziamo quale può essere il reale valore processuale delle dichiarazioni di terzi nel processo tributario

 

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 20954 del 16/10/2015, ha chiarito il valore probatorio delle dichiarazioni testimoniali nel processo tributario.

L’oggetto del contendere riguardava la detrazione Iva e la deduzione dei costi relativi ad operazioni ritenute inesistenti.

La contribuente impugnava gli atti impositivi, lamentando, tra le altre, la carenza di motivazione (stante il mero rinvio al p.v.c. della G.d.F.) e l'erronea assunzione di dichiarazione di terzi.

La C.T.P. di Roma, riuniti i ricorsi, li respingeva, mentre la C.T.R. del Lazio accoglieva l'appello della società, osservando, tra l'altro, che le dichiarazioni rese dai terzi ai verbalizzanti erano inutilizzabili.

L’Agenzia delle Entrate contestava dunque, davanti alla Suprema Corte, il fatto che la CTR, dopo aver affermato che le dichiarazioni rese alla Guardia di Finanza nel corso delle verifiche ben possono costituire validi indizi probatori se confermate da altri elementi, affermava però poi che, nella specie, tali dichiarazioni erano inutilizzabili perché prive di riscontro; e questo nonostante che le stesse dichiarazioni erano state anche confermate dalla contribuente.

I giudici di legittimità, evidenziavano innanzitutto che, in linea generale, il vizio di insufficiente (ovvero omessa) motivazione sussiste qualora il giudice di merito non dia adeguatamente conto - come nel caso di specie - delle inferenze logiche che devono non solo sussistere, ma anche essere palesate, tra gli elementi probatori acquisiti in giudizio e le conclusioni che ne vengono tratte in sede decisionale (cfr. Cass. n. 3370/2012, n. 16655/2011, n. 4556/2009).

E che il giudice tributario non può infatti limitarsi ad enunciare il giudizio nel quale consiste la sua valutazione, ma deve anche procedere alla descrizione del processo cognitivo che ha portato alla formazione di quel giudizio (cfr. Cass. n. 6947/2014, n. 1236/2006).

Nella sentenza impugnata, a fronte della contestata indeducibilità dei costi - ed indetraibilità dell'Iva corrispondente - per operazioni inesistenti, il collegio regionale si era invece limitato a “ritenere ellitticamente inutilizzabili le risultanze prospettate dalla Guardia di Finan