Novità dalla riforma delle procedure concorsuali per il curatore fallimentare

di Federico Gavioli

Pubblicato il 3 settembre 2015

proponiamo una rassegna di tutte le novità che la riforma delle procedure concorsuali porta alla figura del curatore fallimentare: i criteri di nomina, le nuove funzioni per la gestione della fase di liquidazione...

Con la definitiva approvazione del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito in legge 132/2015, sono dettate una serie di misure in materia fallimentare, civile e processuale civile nonché di natura organizzativa. Al provvedimento d’urgenza, originariamente composto da 24 articoli, suddivisi in cinque Titoli, il Parlamento ha apportato modifiche, introducendovi anche alcuni articoli aggiuntivi.

Tra le novità, restando in tema di fallimento, si segnalano quelle riguardanti il concordato preventivo, la nomina del curatore fallimentare, la chiusura della procedura; con il presente commento analizziamo le novità riguardanti la figura del curatore fallimentare


Gli articoli da 5 a 7 del decreto-legge n. 83/2015, convertito in legge 6 agosto 2015, n. 132, modificano le disposizioni della legge fallimentare relative al curatore, con finalità di accelerazione delle procedure e di garanzia della terzietà dell'organo.

Il Capo III, del decreto legge in commento (artt. 5-7) detta alcune modifiche alla disciplina che la legge fallimentare dedica al curatore fallimentare sia con finalità di accelerazione delle procedure che di garanzia della terzietà dell’organo.

Il novellato art. 28, della L.F., prevede che possono essere chiamati a svolgere le funzioni di curatore:

a) avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e ragionieri commercialisti;

b) studi professionali associati o società tra professionisti, sempre che i soci delle stesse abbiano i requisiti professionali di cui alla lettera a); in tale caso, all'atto dell'accettazione dell'incarico, deve essere designata la persona fisica responsabile della procedura;

c) coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società per azioni, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento.

Non possono essere nominati curatore il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado del fallito, i creditori di questo e chi ha concorso al dissesto dell'impresa, nonché chiunque si trovi in conflitto di interessi con il fallimento.

Il curatore è nominato tenuto conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi di cui all’articolo 33, comma 5, L.F..

È istituito presso il Ministero della giustizia un registro nazionale nel quale confluiscono i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali. Nel registro vengono altresì annotati i provvedimenti di chiusura del fallimento e di omologazione del concordato, nonché l'ammontare dell'attivo e del passivo delle procedure chiuse. Il registro è tenuto con modalità informatiche ed è accessibile al pubblico.