Studi di settore: le agevolazioni per chi rientra nel regime premiale (157 studi, con l’elenco)

di Federico Gavioli

Pubblicato il 22 luglio 2015

per i contribuenti che risultano congrui e coerenti nel calcolo dei 157 studi di settore previsti dall'Agenzia scattano gli utilissimi benefici definiti nel regime cosiddetto 'premiale'

 

Con provvedimento del 9 giugno 2015, l’Agenzia delle Entrate ha approvato l’elenco degli studi che hanno accesso al regime premiale introdotto dal D.L. n. 201/2011.

Sono 157 gli studi di settore che per il periodo d’imposta 2014, consentono l’accesso al regime premiale: anche per quest’anno è confermata l’esclusione dal regime per gli studi di settore relativi alle attività professionali, giudicati dall’Amministrazione finanziaria non idonei a cogliere i possibili casi di omessa fatturazione a causa delle specifiche funzioni di stima previste per la valorizzazione delle prestazioni rese.


Il regime premiale

L’art. 10, cc. da 9 a 13, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, meglio conosciuto come il decreto Monti o Decreto Salva Italia, ha introdotto il cd. regime premiale a favore dei soggetti che possono essere potenzialmente accertabili in base agli studi di settore che risultino congrui e coerenti, a condizione che abbiano fedelmente indicato i dati nell’apposito modello.

Il legislatore, per effetto di tale norma, ha introdotto particolari disposizioni premiali nei confronti dei soggetti tenuti alla compilazione e presentazione degli studi che dichiarino ‘‘anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi medesimi’’, oppure che risultino congrui ai fini del proprio studio di settore.

Il successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del 12 luglio 2012, ha previsto che accedono al regime premiale, i contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore che nel periodo di imposta di riferimento risultano congrui e coerenti agli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione degli stessi studi di settore.

Occorre ricordare che per accedere al regime premiale è necessario che:

a) la coerenza sussista per tutti gli indicatori di coerenza economica e di normalità economica previsti dallo studio di settore applicabile;

b) nel caso in cui il contribuente consegua redditi di impresa e di lavoro autonomo, l’assoggettabilità al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore sussista per entrambe le categorie reddituali;

c) nel caso in cui il contribuente applichi due diversi studi di settore, la congruità e la coerenza sussista per entrambi gli studi.

Il regime premiale introdotto dal decreto Monti consente al contribuente di non poter essere oggetto di accertamenti emessi ai sensi del DPR 600/1973, art. 39, c. 1, lett. d, per. 2; trattasi, in sostanza, degli accertamenti analitici-induttivi, basati su presunzioni semplici purché gravi, precise e concordanti. Inoltre il regime premiale prevede anche la riduzione di un anno dei termini ordinari previsti dal DPR 600/1973, art. 43, c. 1, in materia di imposte sui redditi e dal DPR 633/1972, art. 57, in materia di imposta sul valore aggiunto, entro cui l’Amministrazione Finanziaria può emettere, nei confronti del contribuente, eventuali avvisi di accertamento.

Per effetto di tali disposizioni l’Amministrazione finanziaria può notificare ai contribuenti che risultino congrui ai fini degli studi di settore gli eventuali avvisi di accertamento entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il contribuente ha provveduto alla presentazione della dichiarazione.

Per ottenere il diritto di usufruire del regime premiale è necessario che il contribuente abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, indicando correttamente tutti i dati previsti.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello che per i contribuenti cui il regime premiale è precluso, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza predisporranno specifici piani di accertamento; appare opportuno sottolineare che in questa lista potrebbero rientrarci anche quei soggetti che per il 2014 pur essendo congrui, coerenti e fedeli, non hanno potuto accedere al regime premiale poiché rientrano tra coloro che applicano uno o più dei 157 studi di settore non compresi nell’allegato n. 1, del provvedimento del 9 giugno 2015 .



Ambito di applicazione

I contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore previsti dall’articolo 10, della legge 8 maggio 1998, n. 146, che nel periodo di imposta 2014 risultano congrui, anche per effetto dell’adeguamento, e coerenti agli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione degli studi medesimi, accedono al regime premiale di cui all’articolo 10, comma 9, del decreto legge n. 201, del 2011.

I contribuenti accedono al regime premiale se:

a) la coerenza sussiste per tutti gli indicatori di coerenza e di normalità previsti dallo studio applicabile;

b) nell’ipotesi in cui conseguono redditi di impresa e di lavoro autonomo, l’assoggettabilità al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore sussiste per entrambe le categorie reddituali;

c) la congruità e la coerenza sussiste per tutti gli studi di settore applicabili;

d) hanno regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti.

Ai fini degli adempimenti suindicati, la fedeltà dei dati dichiarati risulta sussistere anche nel caso di errori o omissioni, nella compilazione dei modelli degli studi di settore, di dati che non comportano la